Nuovo Dpcm, Speranza: «Obbligo mascherine all'aperto e quando si è con non conviventi»

Il ministro della Salute Roberto Speranza: «I dati dicono chiaramente che i contagi stanno oggi avvenendo soprattutto dentro relazioni consolidate, amicali o familiari»

Ministro della Salute Roberto Speranza

Il ministro della Salute Roberto Speranza è intervenuto quest'oggi, martedì 6 ottobre, per riferire in parlamento in merito al nuovo Dpcm atteso nelle prossime ore che come esplicitamente annunciato dallo stesso ministro prevederà non solo la conferma delle «essenziali misure di sicurezza» fin qui adottate, ma anche «un primo rafforzamento» delle stesse. Si va in sostanza verso la riproposizione delle principali norme che poggiano su quelle che Roberto Speranza ha definito le «tre regole fondamentali», vale a dire l'utilizzo della mascherina, il divieto di assembramenti e dunque il rispetto del distanziamento sociale, quindi il rispetto delle fondamentali norme igieniche quali anzitutto il lavaggio delle mani.

In merito all'utilizzo delle mascherine, il ministro della Salute ha ufficializzato quella che era una valutazione già emersa nelle scorse ore, vale a dire la necessità per il governo di estenderne l'obbligo anche all'aperto. Speranza ha inoltre ribadito una precisazione a suo avviso essenziale, vale a dire che «quando si incontrano persone non conviventi è necessario usare le mascherine». L'affermazione del ministro rischia forse di passare inosservata, ma ha una portata certamente notevole, poiché di fatto limita gli incontri senza mascherina alle sole persone conviventi, il che si badi bene non significa affatto ai propri familiari tutti, i famosi congiunti, bensì solo a quelle persone con le quali effettivamente si condivide lo spazio abitativo principale e, dunque, si costituisce il medesimo nucleo epidemiologico. In merito, dunque, la linea tracciata dal ministro Speranza è quella del massimo rigore, poiché di fatto ciò significa che esattamente come avvenne in prossimità della fuoriuscita dal lockdown, per andare a pranzo dai propri genitori che abitano ad esempio in un'altra casa rispetto alla nostra, si sarà tenuti ad indossare le mascherine. E questo, ha chiarito il ministro Speranza, «perché i dati dicono chiaramente che i contagi stanno oggi avvenendo soprattutto dentro relazioni consolidate, amicali o familiari». Se non si tratta di un ritorno indietro nel tempo a sei mesi fa, lo è senz'altro a circa tre mesi or sono.

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Tra le altre misure che erano state ventilate nelle scorse ore pare verrà inoltre confermata dal nuovo Dpcm il divieto di formare assembramenti, anche e soprattutto per quanto riguarda le feste o cerimonie private. In tema di capienza degli stadi, teatri, cinema ed in genere quindi nelle aree dove si tengono spettacoli di ogni sorta, la partita pare essere ancora aperta tra il governo che punterebbe a procedere sulla via del rigore ed alcune regioni che invece preferirebbero poter trovare soluzioni autonome più flessibili. In fase di valutazione è anche il possibile inasprimento delle multe, mentre per i controlli parrebbe confermata l'idea di supportare le forze dell'ordine anche attraverso l'impiego dell'esercito. Infine, potrebbe saltare, a dispetto delle precedenti indiscrezioni, il cosidetto "coprifuoco" imposto a locali quali bar e ristoranti. Il nuovo Dpcm, infatti, non dovrebbe inizialmente contenere alcuna norma che imponga limiti all'orario di apertura dei locali, cosa che eventualmente potrebbero però sempre stablire in base ad autonome valutazioni gli amministratori locali. 

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