Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Via Roma

Trapianti di rene a Verona, superata quota 2000. Il primo intervento nel 1968

Il Comune di Verona ha consegnato nella giornata di ieri giovedì 17 dicembre una speciale medaglia al dottor Luigino Boschiero, direttore dell'Unità dipartimentale Trapianti di rene dell'azienda ospedaliera, per il superamento della quota di duemila trapianti in meno di 50 anni

Il primo trapianto di rene effettuato a Verona risale al lontano 1968, precisamente in data 28 novembre. All'epoca si trattava di un'attività davvero pionieristica che ebbe inizio grazie anche al professor Piero Confortini, il fondatore del centro trapianti scaligero. Il rischio di un possibile rigetto a quel tempo era tutt'altro che scongiurato, così come anche i farmaci esistenti erano ben lungi dall'essere equiparabili a quelli odierni. Ma si trattò in ogni caso di un grande passo avanti per l'intero campo medico.

Ad oggi il numero dei trapianti di rene in terra veronese è giunto in meno di 50 anni a duemila, una cifra decisamente consistente che meritava un riconoscimento speciale. Così nella giornata di ieri giovedì 17 dicembre, il  Comune di Verona ha deciso di conferire una medaglia al dottor Luigino Boschiero, il direttore dell'Unità dipartimentale Trapianti di rene dell'azienda ospedaliera.

Per quanto riguarda il Veneto, la città di Verona è in assoluto il primo centro di trapianti complessivi, un dato importante che, così come riferito dall'Arena, è stato ricordato anche dallo stesso dottor Boschiero, il quale ha poi aggiunto: "Grazie alle associazioni dei trapiantati, all’Aido e a quelle dei donatori di sangue che hanno imparato a lavorare in rete, si sono fatti grossi passi in avanti. L’obiettivo è di ridurre la quota dei dinieghi al dono di organi, che oggi si attesta a un caso su tre, con conseguente allungamento delle liste d’attesa. Oggi il dono di rene è possibile anche tra viventi e anche tra persone con gruppi sanguigni diversi. Inoltre si possono donare reni anche da persone relativamente anziane, ma in buone condizioni fisiche e ricevere anche in età avanzata. Le tecniche sono ormai così avanzate da garantire un’ampia possibilità di interventi".

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