Più di 200 interventi della polizia durante il nubifragio: a Porta Borsari guasto elettrico

«Da due anni - ha spiegato Sboarina - è in corso un ampio programma di interventi su tutta la rete fognaria cittadina, datata e da molto tempo priva di un’adeguata manutenzione»

Porta Borsari - allagamento 6 giugno 2020

Tanti e tempestivi gli interventi messi in campo, sabato sera, da parte di Polizia locale, Vigili del Fuoco ed operatori Amia, a causa del violento nubifragio abbattutosi su Verona e provincia. A fare il punto, questa mattina in streaming, il sindaco Federico Sboarina insieme al presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli. Circa 60 le operazioni effettuate dagli agenti della municipale e 137 quelle compiute dai Vigili del Fuoco, tra cui la messa in sicurezza di piante, in via Velino e via Volturno.

Da parte degli operatori Amia, invece, effettuati interventi per lo svuotamento delle strade dall’acqua, con i mezzi autospurgo, in via XX Settembre, via S. Nazzaro, Lungadige Porta Vittoria, sottopasso stradone Santa Lucia. E, ancora, in via Curiel angolo via Gramsci e al sottopasso Porto S. Pancrazio, dove si sono generati importanti allagamenti; al sottopasso che si trova tra il cimitero monumentale e Porto S. Pancrazio, dove è stata raccolta anche una fioriera finita sotto il ponte ed è stata effettuata la pulizia dei detriti con macchina spazzatrice; in via Della Meccanica alla Bassona, per grande allagamento. Infine, controllate da Amia anche la T4 e T9.

Per quanto riguarda il servizio di pulizia delle caditoie, nel corso del 2019 Amia ha effettuato 14.655 interventi e, fino a febbraio 2020, prima del lockdown, 3310. Numeri importanti, che mostrano, rispetto al passato (7213 operazioni effettuate nel 2015; 5235 nel 2016; 3343 nel 2017; 3891 nel 2018) la crescente attenzione del Comune e di Amia nella cura di tutto il sistema di drenaggio urbano.

Porta Borsari: sovraccarico della rete elettrica

Il centro storico di Verona presenta una rete fognaria a gestione mista, sia per quanto riguarda le acque nere che quelle bianche, a cui compartecipano più enti, con una complessiva difficolta di intervento. I lavori effettuati due anni fa a Porta Borsari hanno quindi, in una prima battuta, separato la rete nera da quella bianca, impedendo così nuove fuoriuscite di reflui fognari in caso di pioggia, e nella seconda fase, portato alla realizzazione di un pozzo per il deflusso delle acque piovane, composto da un sistema di pompe che, una volta raccolte, spingono l’acqua in eccesso in Adige. Sabato sera, per un sovraccarico della rete elettrica che alimenta le pompe, causato dalla forte perturbazione in atto, il sistema è andato in blocco. Immediato l’intervento degli operatori di Acque Veronesi che, in circa venti minuti, hanno provveduto al riavvio delle pompe e, con esse, al corretto deflusso dell’acqua. Purtroppo, vista l’importante quantità pioggia caduta in pochi minuti, la rapidità dello sblocco non è stata sufficiente per evitare allagamenti in alcuni esercizi commerciali presenti vicino alla Porta.

Post Facebook del sindaco di Verona Federico Sboarina

Interventi previsti

Per evitare il verificarsi di nuove situazioni di blocco, da parte di Acque Veronesi sono già in fase di valutazione ulteriori opere di potenziamento del sistema elettrico a servizio delle pompe. Inoltre, a partire dal prossimo autunno, prenderanno il via i lavori, finanziati dalla Regione Veneto per complessivi 500 mila euro, volti alla realizzazione di uno sfioratore, che andrà ad alleggerire il sistema fognario della zona.

Le acque bianche raccolte della fognatura che passa sotto Corso Cavour, saranno intercettate all’altezza di Riva San Lorenzo e, attraverso lo sfioratore o "scarico di superfice", riversate nell’Adige. Questo consentirà, in momenti di particolare pressione della rete, di alleggerire anche la zona di Porta Borsari, su cui confluiscono oggi tutte le acque di scolo, a causa del naturale avvallamento del terreno circostante.

Veronetta

L’ampio e complesso intervento di messa in sicurezza idraulica dell’area di Veronetta, in fase di realizzazione da circa un anno, non è ancora ultimato. Per questo, sabato sera non è stato possibile verificarne la piena efficienza. Da rilevare la buona risposta del bacino A a Santo Stefano, che ha funzionato correttamente evitando allagamenti. Diversa situazione a piazza Isolo e Santa Chiara, dove, invece, si sono verificati nuovi allagamenti. Per questo, con il completamento fra una ventina di giorni degli interventi nella zona, sarà anche valutato il potenziamento di alcuni passaggi in modo da evitare in futuro il verificarsi di nuove situazioni di criticità.

«Da due anni - ha spiegato il sindaco Sboarina - è in corso un ampio e complesso programma di interventi su tutta la rete fognaria cittadina, datata e da molto tempo priva di un’adeguata manutenzione. Si tratta di lavori complessi, con investimenti ingenti, mai messi in campo prima. Negli ultimi anni, purtroppo, sempre più spesso, ci troviamo ad affrontare fenomeni temporaleschi violenti, delle ‘bombe d’acqua’ che, in pochi minuti, mettono in crisi la struttura fognaria cittadina, con allagamenti in molte parti della città. Una situazione che impone un costante monitoraggio della rete fognaria ed opere in grado di accrescerne il sistema di raccolta e deflusso delle acque. Visti i recenti accadimenti, interverremo per potenziare sia i sistemi già in uso a Porta Borsari che gli impianti in fase di completamento a Veronetta».

Mantovanelli e Sboarina 2020

Il presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli e il sindaco di Verona Federico Sboarina

«Da due anni il Comune e Acque Veronesi - ha sottolineato il presidente Mantovanelli - stanno portando avanti una battaglia mai affrontata prima per il risanamento dell’impianto fognario cittadino. Un impegno che, ad oggi, ha portato all’investimento di 300 mila euro per il primo intervento a Porta Borsari e di 2 milioni di euro per Veronetta. Cifre importanti, che dimostrano la volontà di intervenire al meglio per il risanamento di un ampia e complessa situazione di criticità. Un percorso virtuoso, mai portato avanti prima, che richiede tempo e impegno costante. A Santo Stefano, dove sono già stati ultimati i lavori, rispetto al passato, con il nubifragio di sabato, non si sono verificati allagamenti. Per quanto riguarda Veronetta, invece, nel concludere il cantiere faremo le migliorie necessarie. Gli ulteriori 500 mila euro stanziati dalla Regione Veneto saranno utilizzati per migliorare ulteriormente la zona di Porta Borsari».

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