Cronaca

Non accettano l'omosessualità del figlio e lo rapiscono, rinviati a giudizio

Padre e madre, di nazionalità bulgara, insieme ad un complice, avrebbero portato la vittima in Bulgaria, per allontanarla dal compagno e per "educarla" alla eterosessualità

Sequestro di persona aggravata, violenza privata e lesioni personali aggravate e continuate. Di questi reati dovranno rispondere due coniugi bulgari, residenti nel Veronese, ed un loro complice di origini serbe, tutti rinviati a giudizio dal Tribunale di Padova. 

La vittima è il figlio della coppia e i reati sarebbero stati commessi nel 2015, come riportato da TgVerona. Il giovane, allora, studiava a Padova e condivideva un appartamento con altri tre studenti. Ma il rapporto con uno dei coinquilini era molto più intimo e, purtroppo, l'omosessualità del figlio non è stata accettata dai genitori.
Padre, madre e complice, avrebbero dunque organizzato un blitz, prendendo il giovane e portandolo con la forza in una località della Bulgaria sulle sponde del Mar Nero. Gli intenti dei genitori erano quelli di allontanare il figlio dal compagno e di "educarlo" alla eterosessualità.

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