Noleggiavano bici per smontarle e portarsele via, colti sul fatto a Lazise

I carabinieri hanno arrestato due uomini, trovati in possesso anche di Jammer e di localizzatore device Gsm per disturbare segnali radio e per trovare ed asportare eventuali Gps montati sulle costose biciclette

Due carabinieri con le bici recuperate

Venerdì scorso, 7 agosto, i carabinieri di Lazise erano di pattuglia in un'area parcheggio di Pacengo per prevenire possibili furti nelle auto. Durante il pattugliamento, i militari hanno notato un uomo che si aggirava tra un furgone ed un autovettura. Alla vista delle divise, il sospetto si è abbassato la visiera del berretto che indossava, ha voltato le spalle e si è allontanato. Questo comportamento ha allarmato ancora di più i carabinieri, i quali hanno deciso di procedere con un controllo.

Alla richiesta dei documenti, l'uomo si è giustificato dicendo che non li aveva con sé ma li aveva sua moglie, la quale si sarebbe allontanata per comprare del vino. E per dimostrare di non essere un bugiardo, l'uomo ha invitato i militari a seguirlo nel negozio in cui si era recata la consorte. Il suo intento però pare fosse un altro: allontanare i carabinieri dal parcheggio in cui lo avevano notato.

Le parole dell'uomo e il suo apparente stato di agitazione e preoccupazione non hanno convinto del tutto i carabinieri e così uno dei due militari è andato nel punto esatto in cui il sospetto era stato avvistato, per verificare eventuali forzature nell'auto o nel furgone. Il carabinieri ha subito notato che la portiera del furgone era socchiusa e che dall'interno del mezzo provenivano dei rumori. A quel punto, l'uomo dell'Arma ha aperto il portellone ed ha sorpreso un ragazzo intento a smontare una bicicletta. Il malfattore scoperto si sarebbe scagliato contro il carabiniere per tentare di fuggire ma è stato bloccato, continuando però a dimenarsi con spallate e gomitate per evitare di essere controllato. Per immobilizzarlo è stato quindi immobilizzato.

L'immediata perquisizione del mezzo ha consentito ai militari di trovare arnesi multiuso, Jammer e un localizzatore device Gsm, una decina di cellulari accesi ed anche tre costose biciclette di cui una completamente smontata. I carabinieri, ritenendo che quanto trovato potesse essere provento di furti, hanno portato i due fermati in caserma.

Dalle immediate indagini, i carabinieri hanno identificato i due sospetti. Il più anziano aveva 54 anni e le iniziali del suo nome erano Z.R., mentre il più giovane aveva 29 anni e le iniziali del suo nome erano V.L.. I due erano entrambi lituani, senza fissa dimora in Italia e solo il 29enne erano incensurato.
I due avevano regolarmente affittato per un solo giorno il furgone e nella mattinata di venerdì avevano raggiunto tre diverse località del lago per noleggiare costose biciclette, il cui valore sfiorava i 10mila euro.

Ascoltati i titolari dei tre negozi di noleggio bici ed analizzate le rispettive denunce, i carabinieri hanno ricostruito il modus operandi dei due malfattori. Nei negozi di noleggio si presentava il 29enne in tenuta da ciclista, il quale, fingendo di essere uno dei tanti turisti del lago di Garda. Il giovane parlava in inglese e sottoscriveva un contratto di noleggio di una bicicletta per un solo giorno con obbligo di restituzione nel pomeriggio. Nella circostanza esibiva un documento di identità, poi risultato di un altro lituano, e forniva, quale garanzia, gli estremi di una carta di credito. A questo punto, il ragazzo si allontanava a bordo della bicicletta noleggiata, raggiungendo il complice col furgone. I due avrebbero poi smontato le bici con gli arnesi trovati nel furgone, impacchettandoli per poi portarseli via in Lituania. Z.R. e V.L. però non hanno riferito nulla sui cellulari, sul Jammer e sul localizzatore di device Gsm. Probabilmente, però, il Jammer gli era utile per bloccare ogni forma di trasmissione radio ed il localizzatore gli sarebbe servito per trovare e poi asportare eventuali Gps montati sulle bici.

I due lituani sono stati quindi arrestati, arresti che sono stati convalidati in sede di direttissima. Concessi i termini a difesa, l'udienza è stata rinviata al 9 dicembre. I due malfattori sono stati rimessi in libertà ma a loro carico è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Verona.

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