Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Stazione / Piazzale XXV Aprile

Disponibilità dal Comune di Verona per l'Alta Velocità. No Tav: "Opera inutile"

L'amministrazione comunale vuole giocarsi fino in fondo con Rfi la partita per ottenere un parco più esteso possibile nell'ex scalo merci in zona Santa Lucia

C'è una totale disponibilità da parte del Comune di Verona per il progetto dell'Alta Velocità. Un progetto doppio, perché due sono le linee europee che attraverseranno il territorio, una da est a ovest (la Lisbona-Kiev) e una da nord a sud (la Berlino-Palermo). E l'amministrazione, rappresentata dal sindaco Federico Sboarina e dall'assessore alla mobilità Luca Zanotto, ha ribadito la proprio disponibilità nell'incontro con i rappresentanti di Rfi. Incontro giudicato come positivo dal Comune, che vuole giocare fino in fondo la partita per ottenere come compensazione per le opere, la realizzazione del grande parco nell'ex scalo merci in zona Santa Lucia. Parco che era già previsto, ma che l'attuale sindaco vuole estendere il più possibile. Una partita che però ha sollevato timori nel rieletto parlamentare del Partito Democratico Vincenzo D'Arienzo, il quale teme che la Tav a Verona possa essere rallentata proprio perché la priorità dell'attuale amministrazione è quella di realizzare il cosiddetto Parco dello Scalo.

Dall'altra parte c'è chi invece l'Alta Velocità non la vuole rallentare, la vuole proprio bloccare ed è il comitato veronese "Cittadini contro il disastro Tav". Comitato che ha commentato così l'incontro avvenuto tra Comune di Verona ed Rfi.

Quello che ci stupisce è come possa l'amministrazione comunale essere contenta della realizzazione di questra inutile opera che se realizzata sconvolgerà la nostra città per almeno un decennio per un'infrastruttura che ospiterà dei treni che serviranno solo il 7% dell'utenza ferroviaria ma che costerà oltre 80 milioni di euro al chilometro. Visto che pare che i rappresentanti di Rfi si siano detti favorevoli alla realizzazione del Parco allo Scalo su tutta l'area dello scalo merci, chiediamo se sia stato sottoscritto un accordo di programma, senza il quale queste sono solo belle promesse e rimane valido l'accordo del 2003 che prevede che solo il 50% dello scalo merci venga trasformato in area verde. Ci sembra difficile che possa essere sottoscritto un accordo di programma visto che i progetti per il nodo di Verona parte ovest e quello per la parte est non sono finanziati e sono ancora nella fase di valutazione di impatto ambientale.

E al PD di D'Arienzo, il comitato rimprovera di essere un partito "fermo ancora ad un progetto nato lo scorso millennio e che ignora i progressi tecnologici in campo ferroviario. Progressi che porteranno Italo a percorrere la tratta Milano-Venezia in meno di due ore e mezza usando la linea esistente. Questo dimostra che non c’è bisogno di spendere i circa 8 miliardi di euro per realizzare la Tav Brescia-Verona-Padova".

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