Vita e biotestamento, si è spenta la piccola Nina. La madre: «Vola per sempre amore mio»

La piccola era ricoverata all'ospedale "Gaslini" di Genova dove la madre veronese aveva deciso di portarla per farle ricevere le cure palliative

 

«Un suono discende da molto lontano
Assenza di tempo e di spazio
Nulla si crea, tutto si trasforma
La luce sta nell'essere luminosi
Irraggia il cosmo intero
Cerco una terra senza confine
La vita non finisce
È come il sogno
La nascita è come il risveglio
Finché non saremo liberi
Torneremo ancora
Ancora e ancora

Vola per sempre amore mio, la mamma arriva presto»

Sono queste le toccanti parole di Francesca, madre veronese, dedicate a sua figlia Nina che da ieri non c'è più. La piccola bambina ricoverata all'ospedale "Gaslini" di Genova si è spenta dopo soli pochi mesi, durante i quali, come la stessa madre aveva avuto modo di sottolineare, purtroppo, «aveva già sofferto troppo». Sono parole dolci, affidate ai social, colme di dolore e allo stesso tempo amore, perché dinanzi alla morte di un proprio caro, ancor più forse quando si tratta di un figlio, non può esservi spazio per altro: amore e dolore.

La storia di Nina era stata raccontata anche in un lungo servizio della trasmissione televisiva Le Iene, dove mamma Francesca aveva sin da subito chiarito quale fosse stata la sua difficile e, tuttavia, convinta presa di posizione dinanzi alla sciagurata malattia (un'infezione inattesa e irrimediabile) che, a poco tempo dalla nascita di Nina, aveva colpito sua figlia: «Fin dall'inizio - raccontava mamma Francesca nell'intervista a Le Iene - ho chiesto di non fare l'accanimento terapeutico, che mi sarei affidata alla loro professionalità (dei medici ndr), ma anche alla loro umanità, di fermarsi se la vita di Nina non avesse potuto essere una vita dignitosa». Cosa significa la parola «dignitosa»? Francesca lo aveva spiegato: «Questa bambina non potrà mai avere uno stato di coscienza». 

La storia di Nina e di mamma Francesca è dunque anzitutto una storia di dolore e amore, ma anche una storia di legge. Sì, perché la stessa mamma Francesca ha dovuto passare attraverso la legge per consentire a se stessa di esercitare il suo amore nei confronti di sua figlia, una legge che inizialmente non conosceva e che, tuttavia, esiste e, esistendo, le ha permesso di non cedere al suo desiderio espresso «fin dall'inizio», vale a dire «di non fare l'accanimento terapeutico». Dopo aver consultato esperti in vari Paesi d'Europa, mamma Francesca prese la decisione di far dimettere la figlia Nina dall'ospedale dov'era ricoverata per portarla al "Gaslini" di Genova, dove, come lei stessa dichiarava «tutti furono d'accordo sul fatto che non bisognasse fare nulla». Nessun intervento, purtroppo, avrebbe mai potuto offrire a Nina ciò che la vita stessa non aveva disgraziatamente voluto concederle alla nascita. 

«Non aggiungiamo giorni alla vita, ma aggiungiamo vita ai giorni», è questo il motto che accompagna lo scrupoloso ed ammirevole lavoro del personale dell'ospedale "Gaslini" di Genova, ed è questo che anche la piccola Nina ha sperimentato fino a ieri, quando, la sua vita ha smesso di contare il tempo. Ed è stato grazie alle cure palliative ricevute al "Gaslini" che quest'ultimo periodo si è rivelato per Nina il migliore possibile, scevro da sofferenze inutili. È stato grazie al coraggio di sua madre Francesca, grazie al suo amore costellato di dolore, grazie a una legge, quella sul biotestamento, della cui esistenza la stessa Francesca chiede che, giustamente, quante più persone possibili, anche attraverso la sua storia personale, vengano oggi informate. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeronaSera è in caricamento