Cronaca Centro storico / Via Roma

Nico.Fer: il Tribunale amministrativo conferma l'interdittiva antimafia per l'azienda

La corte ha respinto il ricorso presentato dall'imprenditore Moreno Nicolis contro la misura decisa dal prefetto Salvatore Mulas: "La conferma dell'interdittiva è un altro importante tassello nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità a Verona"

Coinvolto nell'inchiesta "Aemilia", messa in atto dai carabinieri della Direzione investigativa antimafia per portare alla luce i tentativi di infiltrazioni mafiose nella zona, Moreno Nicolis ha visto respingere il ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale contro l'interdittiva emessa nei confronti della Nico.Fer dal prefetto Salvatore Mulas. 

Come racconta L'Arena, l'imprenditore del Chievo, arrestato per tentata estorsione ma poi scarcerato per insufficienza di prove, avrebbe sulle spalle una cena con Antonio Gualtieri, svoltasi a casa sua, braccio destro e referente della 'ndrina di Grande Aracri in Emilia Romagna, attualmente rinchiuso in carcere con l'accusa di associazione mafiosa. 
Il deputato veronese del Partito Democratico, Vincenzo D'Arienzo, ha dichiarato sulle pagine del giornale scaligero: "La conferma dell'interdittiva emessa dal prefetto Mulas nei confronti della Nico.Fer è un altro importante tassello nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità a Verona. Il ruolo di quell'imprenditore sará chiarito in sede penale, intanto con l'interdittiva sono stati certificati i suoi contatti con esponenti accusati di appartenere ad organizzazioni malavitose. Il pericolo? Va detto che l'interdittiva, che è preventiva e difende le pubbliche amministrazioni dello Stato, cioè la comunità, è stata emessa, tra le altre, perché dalle indagini è emerso che Nicolis si prodigava per favorire le infiltrazioni in grossi affari immobiliari nel veronese tra i quali la riqualificazione dell'area ex Tiberghien a San Michele. Risulta, inoltre, che organizzava anche cene a casa sua con persone attualmente in carcere per associazione mafiosa e, come è emerso dalle intercettazioni dei carabinieri, con amministratori del Comune di Verona tra cui il sindaco e l'ex assessore Giacino. Aderisco convintamente all'azione del prefetto. Ad oggi è l'unico baluardo delle istituzioni contro il pericolo che stiamo vivendo. Eppure, non sarebbe solo compito suo. Gli Enti locali e la politica veronese sono stranamente silenti, come se non fosse un loro problema. Ecco, il silenzio e la credenza che la mafia esiste solo al sud, sono le condizioni migliori per favorirne la presenza". 

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