Cronaca Sommacampagna

'Ndrangheta a Verona: cade l'accusa di associazione mafiosa per un indagato

Dopo l'operazione Taurus scattata a luglio per sgominare una cellula 'ndrina che si sarebbe stabilita a Sommacampagna almeno dal 1981, hanno preso il via le udienze per gli indagati della vicenda

Un'immagine dell'operazione scattata il 15 luglio

Un mese dopo l'operazione Taurus, che avrebbe portato alla luce le infiltrazioni della 'Ndrangheta tra il lago di Garda e Sommacampagna, dove si sarebbe insediata almeno dal 1981, vanno avanti i procedimenti in tribunale.

Come racconta Laura Tedesco sulle pagine del Corriere, i giudici del Tribunale del Riesame hanno parzialmente accolto il ricorso presentato dall’avvocato del Foro di Verona Maurizio Milan, difensore di Agostino Napoli, facendo così cadere l'aggravante di associazione a delinquere di stampo mafioso. Per il  procuratore antimafia di Venezia Patrizia Ciccarese e il gip Francesca Zancan, Napoli sarebbe stato ai vertici della ‘ndrina con fulcro a Sommacampagna e a carico del 52enne originario di Gioia Tauro rimane in piedi l'accusa di spaccio di droga, attività illecita che l'uomo avrebbe svolto, secondo i suoi accusatori, nel bar-tabaccheria situato nella frazione di Caselle, in passato già al centro di un blitz dei carabinieri. 
Napoli rimane dunque confinato nel carcere di massima sicurezza Santa Maria Capua Vetere, così come restano in cella Rosario Capicchiano e Domenico Mercurio, difesi dall'avvocato Gianluca Vassanelli, che però non dovranno più rispondere dell'accusa di estorsione. Per Enzo Beltrame (difeso anche lui da Milan) resta l'obbligo di firma, così come L.C. (difeso da Alessandro Avanzi, al quale sono state tolte le accuse di aggravante mafiosa ed estorsione, mentre dovrà rispondere di un furto del 2011. 


 

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