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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca Centro storico / Corte Giorgio Zanconati, 1

'Ndrangheta, la Cassazione conferma il carcere per il boss Giardino

Ma con la sua sentenza, la Suprema Corte ha messo un ulteriore sigillo di ufficialità al fatto che la criminalità è presente nel territorio veronese, come dimostrato dall'inchiesta Isola Scaligera

«La mia amministrazione combatte le mafie. Dal 2017, a Verona abbiamo alzato muri contro il malaffare, 'ndrangheta compresa». Questo è stato il commento del sindaco di Verona Federico Sboarina alla sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la detenzione cautelare di Antonio Giardino, il 51enne arrestato il 4 giugno scorso insieme altre 22 persone nell'ambito dell'indagine denominata Isola Scaligera. Indagine che ha confermato ciò che prima era solo un timore, ovvero che la 'ndrangheta è presente nel Veronese. Una conferma, ora, sancita anche dalla Cassazione, che nella sua sentanza ha messo in luce che i reati commessi dalla cosca attiva in provincia di Verona sono stati «perpetrati con l'uso della violenza e della minaccia, estrinsecazione del metodo mafioso».

La decisione della Cassazione è di qualche settimana fa ed è stata riportata da Giampaolo Chavan su L'Arena. I giudici della Suprema Corte hanno confermato per Antonio Giardino e per altri indagati come lui, come il figlio Ruggero Giovanni Giardino, e Ottavio Lumasto, l'accusa di associazione mafiosa. Il reato associato è stato invece cancellato al 58enne Luigi Russo, perché non ci sarebbero abbastanza elementi a prova del suo effettivo coinvolgimento nel clan 'ndranghetista.

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