'Ndrangheta, residente nel Veronese fermata e rilasciata in Svizzera

La donna è la sorella di uno dei 158 indagati nell'operazione «Imponimento»; operazione che ha portato anche all'arresto di 75 cittadini sospettati di essere legati a cosche attive tra Lamezia Terme e Vibo Valentia

(Fermo immagine video Facebook Guardia di Finanza)

È stata fermata in Svizzera, interrogata e poi rilasciata una donna di 59 anni residente in provincia di Verona. Le iniziali del suo nome sono M.A. ed è la sorella di uno dei 158 indagati nell'operazione «Imponimento»; operazione che ha portato anche all'arresto di 75 cittadini sospettati di essere legati a cosche della 'ndrangheta attive tra Lamezia Terme e Vibo Valentia, in Calabria.

L'operazione è stata coordinata dall'Antimafia di Catanzaro ed è stata condotta dai finanzieri di Catanzaro e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) di Roma, con il supporto dei reparti del comando regionale della Calabria ed in simultanea con la polizia giudiziaria svizzera di Berna, come riportato da Ansa.

Agli arrestati ed agli indagati sono contestati vari reati: associazione mafiosa, traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio, fittizia intestazione di beni, corruzione ed altri ancora, tutti aggravati dalle modalità mafiose.

Oltre agli arresti, è scattato anche il sequestro di beni per un ammontare di 169 milioni di euro.

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E a spiccare tra gli indagati c'è il nome di un ex sindaco ed ex assessore regionale calabrese, che potrebbe essersi macchiato di concorso esterno in associazione mafiosa, oltre che di scambio elettorale politico mafioso, estorsione, violenza privata e danneggiamento. Agli 'ndranghetisti, l'ex politico avrebbe chiesto pacchetti di voti, pagando 10.000 euro e promettendo assunzioni di uomini indicati dalla cosca criminale.

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