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(Fermo immagine video Nas - Carabinieri)

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Nas in Regione Veneto per accertamenti su chi offre vaccini anti-Covid

Il nucleo dei carabinieri per la tutela della salute mobilitato è quello di Perugia, perché la Procura del capoluogo umbro sta indagando su un tentativo di truffa legato proprio alla vendita dei vaccini

Continua, incessante, l'attività dei Nas (nucleo dei carabinieri per la tutela della salute) in relazione all'emergenza coronavirus. Nell'ambito di una mirata operazione di vigilanza telematica contro il crimine farmaceutico online, condotta insieme Ministero della salute, i militari hanno oscurato quattro siti web su si pubblicizzava e si vendevano svariate tipologie di medicinali. Tra questi medicinali, in uno dei quattro siti, sarebbero stati presenti anche sette presunti vaccini anti-Covid, potenzialmente acquistabili anche da cittadini italiani. Negli altri tre siti, invece, veniva presentato un medicinale di origine cinese che avrebbe avuto proprietà terapeutiche sempre contro Covid-19. Questo farmaco, però, era sprovvisto di autorizzazione al commercio da parte di Aifa (Agenzia italiana per il farmaco).

È dunque alta l'attenzione dei Nas sull'offerta di vaccini e di medicinali contro il coronavirus. Attenzione testimoniata anche da un'operazione che coinvolge anche la Regione Veneto, ente di cui è nota la volontà di acquisto in autonomia di vaccini anti-Covid, vista l'attuale scarsa fornitura. Come riportato da PerugiaToday, i Nas del capoluogo umbro, su incarico della locale Procura, hanno eseguito l'ordine di acquisire documentazione utile ad accertare le modalità di approvvigionamento dei vaccini, il quadro normativo-contrattuale vigente a livello nazionale ed europeo, le modalità e i criteri per la distribuzione tra regioni, nonché se risultino regioni italiane che abbiano inoltrato istanze ai fini dell’approvvigionamento diretto. La ricerca di questi documenti è avvenuta in Aifa e negli uffici del commissario all'emergenza Covid Domenico Arcuri, ma anche nella sede della Regione Veneto, per accertamenti su coloro che hanno proposto forniture di vaccino. L'indagine della Procura perugina riguarderebbe il tentativo di truffa di un 40enne incensurato, originario della provincia di Messina, che nel gennaio scorso, fingendosi un intermediario di AstraZeneca, avrebbe proposto alla Regione Umbria l'acquisto di vaccini anti-Covid.

E quest'ultima operazione dei Nas non poteva che alimentare i dubbi di coloro che hanno mostrato scetticismo di fronte all'iniziativa del presidente della Regione Luca Zaia, il quale ha dato indirizzo ai propri tecnici di approfondire le proposte di coloro che offrivano vaccini al Veneto. «Tutti vogliamo uscire prima possibile dalla pandemia e sappiamo che l’unico modo è accelerare le operazioni di vaccinazione - hanno dichiarato i consiglieri regionali del Partito Democratico - Ma questo va fatto in piena sicurezza. In gioco c’è la vita delle persone. Negli ultimi giorni continuano ad arrivare segnali di allarme sui rischi del "fai da te": non possono restare ancora inascoltati».
Mentre la consigliere regionale Cristina Guarda di Europa Verde è intervenuta chiedendo «che venga fatta chiarezza sui chi siano gli intermediari che avrebbero contattato la Regione e su quali basi giuridiche ci si sta muovendo».

Nel frattempo la campagna vaccinale anti-Covid del Veneto prosegue. Nell'ultimo report della Regione, aggiornato alle 18.30 di ieri, si legge che le dosi di vaccino somministrate in Veneto 266.830. E sono 108.407 i veneti che hanno completato il ciclo vaccinale, ricevendo entrambe le dosi prescritte. Tra le dosi somministrate in tutta la regione, sono contate quelle del Veronese che in totale sono 46.143. Le vaccinazioni effuttuate dall'Ulss 9 Scaligera sono state 36.120 e le restati 10.023 sono state eseguite dall'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.

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