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Morta sotto i ferri durante un intervento per dimagrire, aperta un'inchiesta

La donna abitava a Mantova, aveva due bimbe. A seguito della tragica vicenda i medici della struttura sono iscritti nel registro degli indagati, ma si tratta di un atto dovuto

Era morta la settimana scorsa durante un intervento di bendaggio gastrico finalizzato a dimagrire in una clinica veronese. Sulla tragica vicenda che ha visto la morte della donna mantovana di 34 anni la procura della Repubblica di Verona ha aperto un'inchiesta, iscrivendo nel registro degli indagati come atto dovuto alcuni medici.

La morte è avvenuta in seguito a un arresto cardiocircolatorio della paziente, che pare soffrisse di ipertensione, durante l'intervento in laparoscopia per ragioni che saranno chiarite dall'autopsia. A chiedere che sia fatta chiarezza sulla morte della moglie, madre di due bimbe, è stato il marito che si è rivolto ai carabinieri. Anche i vertici della clinica si erano subito attivati per segnalare la morte agli organi competenti.

Sulla vicenda è intanto intervenuto il presidente della Sicob (società italiana di chirurgia dell'obesità e delle malattie metaboliche) Marcello Lucchese che ha espresso vicinanza alla famiglia della donna ma evidenziato come "episodi drammatici come questo non possano però mettere in discussione il valore e la sicurezza degli interventi di chirurgia dell'obesità".

"La chirurgia bariatrica volta a migliorare se non guarire la sindrome metabolica presente nell'obesità grave - ha rilevato - non può e non deve essere vista come una scelta per fini estetici, ma come un vero e proprio strumento molto spesso indispensabile per salvare spesso la vita agli individui obesi, che soltanto nel nostro Paese hanno ormai toccato la soglia dei 6 milioni, il 10% della popolazione".
 

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