La rabbia per le multe si sfoga su Facebook: insulti alla polizia che però li denuncia

Uno stuolo di commenti sui social contro gli agenti di polizia chiamati ironicamente «gendarmi», «pagliacci» o peggio ancora, ma che non è passato affatto inosservato

Alcuni dei commenti al post Facebook

Auto posteggiate fuori dagli appositi spazi, un agente della polizia locale che passa e le multa. Quindi in perfetto stile terzo millenio, invece di rimuginare tra sé e sé la propria rabbia, ecco che l'accesso d'ira si sfoga sui social. Succede tutto a Legnago, ed in particolare nel parcheggio di via Passeggio prima, successivamente sul gruppo Facebook da migliaia di utenti "Accade a Legnago...Civiltà e inciviltà legnaghese". Questo il luogo prescelto da uno dei multati per esporre la fotografia della contravvenzione, dando quindi avvio ad una serie di commenti, alcuni di semplice disappunto con toni pacati, altri che sfociano invece nell'insulto, dileggio delle forze di polizia e delle istituzioni.

Ora, a differenza che in molti altri casi, la polizia locale ha deciso di presentare formalmente una denuncia alla Procura di Verona per diffamazione ed oltraggio a pubblico ufficiale. Se il pm autorizzerà il procedimento, la polizia postale potrà procedere ad identificare gli autori dei commenti inappropriati che a quel punto rischiano di passare guai seri. A ricordalo, stamane, è stato anche l'amministratore stesso del gruppo Facebook in questione, il quale ha scritto:

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«Questo è il sunto di come sentirsi forti da dietro una tastiera, quando la rabbia per un torto subìto, per un pensato sopruso, ci fa diventare giustizieri della tastiera. Ma come sempre ho ribadito, le parole hanno un peso, hanno una loro responsabilità. Io non posso seguire l'evoluzione di ogni post, non ne ho il tempo, e in questi giorni ancor meno. Ora che la giustizia faccia il suo corso, che si inizi a dare una vera responsabilità alle parole, e che ognuno si assuma le proprie responsabilità per ciò che ha scritto. Non correte a cancellare i commenti fatti, non serve, è già tutto fermato nel tempo, pure il vostro coraggio. Per quanto mi riguarda, porgo le mie più sincere scuse al comando della polizia locale».

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