Mozzarella blu: Coldiretti invoca l'etichettatura

Continua l'inchiesta incentrata su Verona e gli agricoltori chiedono tutele

Mozzarella blu: Coldiretti invoca l'etichettatura
"Il caso della mozzarella blu, che è tutto incentrato su Verona, è la dimostrazione che acquistare più prodotto dall'estero di quello che si vende al di fuori dei confini non paga". In seguito all'esplosione del caso che riguarda due aziende la cui sede italiana è a Verona, che a Verona sta provocando una serie di sequestri e sul quale è la Procura di Verona a coordinare le indagini, la Coldiretti scaligera interviene a difesa dei prodotti di casa nostra.

“La bilancia commerciale negativa nell'agroalimentare non paga né i consumatori né i produttori e il caso della mozzarella blu dimostra quanto sia indispensabile l'etichettatura d'origine obbligatoria per i prodotto caseari ed in generale un'etichetta chiara e trasparente per tutti i prodotti alimentari", afferma Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona. "Non è la prima volta che i consumatori, come è accaduto in questo caso, vengano aggirati da nomi italiani o italianeggianti dati a produzioni di provenienza straniera, si pensi al parmesan. Basta, è ora di metterci una pezza: ben venga il tavolo per discutere dell'origine obbligatoria sull'etichetta convocato da Galan e dal Ministero della Salute”.

Ironia della sorte, il sequestro delle mozzarelle colorate è avvenuto proprio nei supermercati di due catene la cui casa madre è nel veronese, nota terra di allevamenti di vacche da latte. Allevatori che, a Verona, con le loro 46mila vacche da latte producono il 25% circa della produzione veneta: 2,8 milioni di quintali di latte munto l'anno, per 3,8 che ne entrano dalla frontiera. “Questo clamoroso autogol della mozzarella blu dà manforte alla nostra posizione, secondo la quale al latte va riconosciuto un prezzo ben superiore a quello attualmente pagato (33,156 centesimi il litro). Un prezzo che ne riconosca la sanità, non genuinità, dico sanità, tracciabilità e qualità. Suggerisco quindi ai nostri allevatori di non firmare contratti ora, fino a che non si siano concluse le trattative con Assolatte”.

In Italia l'indicazione della reale origine per i prodotti lattiero caseari e' obbligatoria solo per il latte fresco, ma non per quello a lunga conservazione, né per lo yogurt, i latticini o i formaggi. Un motivo in più per arrivare ad un accordo per una giusta remunerazione del latte, perché un atteggiamento responsabile presuppone la ricerca di un maggior equilibrio nella valorizzazione, anche economica della filiera e dei prodotti italiani che per essere tali devono essere fatti con il latte italiano e non certo con prodotti che arrivano dall’estero. "Dal momento che riteniamo sia giusto riconoscere ai nostri allevatori - conclude Piccioni - una remunerazione equa per il loro prodotto che è garanzia di sicurezza e tranquillità per i consumatori, invitiamo i Nostri Soci a non sottoscrivere contratti prima della definizione del prezzo con Assolatte e contattare i responsabili di Coldiretti prima di firmare eventuali proposte di contratto".

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