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Il palazzo della Gran Guardia a Verona

Il palazzo della Gran Guardia a Verona

Il Festival del Centenario è anche la mostra interattiva "Werdi Vagner"

L'allestimento nelle sale al piano nobile del Palazzo della Gran Guardia, proprio di fronte all'anfiteatro è stato inaugurata con un vernissage mercoledì sera e resterà aperta fino all'8 settembre

Il festival lirico all'Arena di Verona ha compiuto cento anni, ma per questa celebrazione la Fondazione areniana punta anche sull'innovazione e la tecnologia. E' la mostra multimediale "Werdi Vagner", che festeggia il bicentenario della nascita dei due grandi compositori. La mostra, realizzata in collaborazione con Classica Italia, Skira-Classica e Studio Scandura, è allestita nelle sale al piano nobile del Palazzo della Gran Guardia, proprio di fronte all'anfiteatro, è stata inaugurata con un vernissage mercoledì sera e resterà aperta fino all'8 settembre.

"E' una mostra-spettacolo interattiva - ha spiegato il sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, Francesco Girondini - studiata per mettere a confronto le opere e le personalità di Giuseppe Verdi e Richard Wagner, due compositori molto importanti nell'anno del centenario del festival, considerato che il pubblico tedesco è molto presente in Arena". La mostra gioca di volta in volta su media differenti. Si passa dalle sezioni riservate all'ascolto dei grandi interpreti alle sale con proiezioni di video musicali e d'animazione, proponendo anche numerosi giochi interattivi. Il percorso espositivo di sviluppa intorno ai tempi suggestivi che ricorrono nelle opere di entrambi i compositori: l'amore, l'eroe, la notte, la morte e la festa, associando ad ogni tema un aspetto musicale specifico. Così il visitatore di trova immerso fra le voci di soprani e tenori leggendari e tra i più grandi direttori d'orchestra e registi d'opera. "E alla fine - ha aggiunto Girondini - la mostra si chiude invitando il visitatore a schierarsi dalla parte di Verdi o da quella di Wagner. Non si tratta di decidere chi è più bravo, ma una proposta per rendere più giocosa questa mostra e coinvolgere i visitatori su due compositori apparentemente lontani, ma con linee in comune". Due giganti della lirica troppo spesso considerati inconciliabili, ma che a due secoli di distanza continuano a dividere i melomani.

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