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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Noto per i suoi interventi no vax in radio, morto a Verona Mauro da Mantova

Mauro Buratti, 61enne carrozziere, è deceduto di Covid-19. Sapeva di essere stato contagiato dal virus, ma non se n'è curato. E quando ha deciso di ricoverarsi, la sue condizioni erano già gravi

«Ho ricevuto un colpo al cuore. Prevale il vuoto nell'anima», ha scritto su Instagram il conduttore de La Zanzara Giuseppe Cruciani. Mentre David Parenzo, che affianca Cruciani alla conduzione della trasmissione radiofonica, ha commentato su Twitter: «Riposa in pace ovunque tu sia, vecchio complottista». Due messaggi di cordoglio per Mauro Buratti, alias Mauro da Mantova, il carrozziere 61enne deceduto ieri, 27 dicembre, intorno alle 22, nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Borgo Trento a Verona.

Mauro Buratti era noto per le sue posizioni antivacciniste sul Covid-19. Posizioni più volte espresse, intervenendo al programma di Radio24. E proprio di Covid-19 è morto. Nonostante fosse stato contagiato dal coronavirus, il carrozziere mantovano avrebbe continuano a vivere la sua vita, senza rispettare quarantene o isolamenti. Il 61enne non si sarebbe curato delle persone che avrebbe potuto contagiare, ma non si è curato neanche di se stesso, tanto da decidere di ricoverarsi solo dopo insistiti appelli.
Aveva scelto di rivolgersi all'ospedale di Verona, perché diceva che in quello di Mantova «i medici sono tutti comunisti». In ospedale, però, ci è arrivato quando le sue condizioni erano ormai già molto gravi. E con l'andare dei giorni la sua salute è peggiorata, fino al triste epilogo di ieri.

«Spero solo che la tua triste storia serva da esempio a tutti coloro che ancora alimentano dubbi su efficacia dei vaccini», si legge nel commento scritto da Parenzo su Twitter.

Cruciani, invece, ha condiviso su Instagram il suo saluto a Mauro da Mantova: «Mauro non c’è più. Ho sperato, abbiamo sperato, che la sua pellaccia ancora una volta potesse vincere su tutto. Niente. Era una testa dura, e quella maledetta settimana è stata forse fatale. Aveva deciso di campare in un certo modo, nessuno lo avrebbe fermato e la nostra grande comunità gli voleva bene nonostante le sue storture, le sue teorie, i suoi umori. Conservo nel cuore tutti i tuoi messaggi di insulti, le contumelie e le lunghe conversazioni al telefono quando eri più calmo. Eri Belvaman, volevi essere Re, l’interventista radiofonico per eccellenza, eri felice quando qualcuno ti riconosceva per strada e ti chiedeva un selfie. Eri, sei, Mauro da Mantova. Ti abbiamo preso in giro, ci hai insultato, ce ne siamo dette di tutti i colori fino alle soglie di un tribunale, ma ci siamo divertiti come mai nella vita. E oggi ho ricevuto un colpo al cuore. Prevale il vuoto, nell’anima, e penso a quello schermo in radio dove non ci sarà più scritto: Mauro da Mantova, vuole intervenire. Ciao Maurone, ovunque tu sia».

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