Erbezzo, richiedente asilo muore per un malore. Turbamento e protesta

Un 39enne proveniente dalla Nigeria è deceduto per un arresto cardiocircolatorio. I compagni chiedono di essere ricollocati in un luogo meno isolato, rispetto alla ex base Nato in località Vaccamozzi

(Foto di repertorio)

Indagini in corso non ce ne sono, ma il fatto ha comunque creato turbamento ad Erbezzo, dove un gruppo di richiedenti asilo è ospitato nell'ex base Nato in località Vaccamozzi. Proprio uno di questi ospiti è morto l'altra notte per un malore. Il suo cuore si è improvvisamente fermato, un arresto cardiocircolatorio che purtroppo lo ha spento prima che i soccorritori riuscissero a raggiungere la struttura di accoglienza della Lessinia.

Una tragedia impossibile da prevedere e per evitarla gli uomini del 118 hanno fatto il possibile. Non c'è stato alcun ritardo da parte dei mezzi di soccorso. Ma, per i richiedenti asilo alloggiati ad Erbezzo, il tempo impiegato dall'ambulanza e dall'automedica per raggiungere la struttura è stato tanto. Forse, se si fossero trovati in un luogo meno isolato, il loro compagno si sarebbe potuto salvare. Questa ipotesi, unita alla tristezza per il decesso del loro amico, un 39enne proveniente dalla Nigeria, ha alimentato la breve protesta dei rifugiati, subito rientrata dopo l'arrivo dei carabinieri e dei rappresentanti della Prefettura.

Si ragiona sull'ipotesi di ricollocare i richiedenti asilo in un'altra sede, anche se forse il vero problema non è l'isolamento della sistemazione, quanto la scarsità di strumentazioni come i defibrillatori (o l'incapacità ad usarli), fondamentali in casi come quello che è avvenuto l'altra notte ad Erbezzo. La tempestività di intervento quando capita un arresto cardiaco è importantissima. E lo è ad Erbezzo, a Verona e in qualsiasi altro punto della mappa del territorio scaligero e non. E lo è per i richiedenti asilo come per i cittadini residenti.

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