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Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Morti sul lavoro: da gennaio a ottobre sono 89 in Veneto, di cui 35 per Covid

Verona è la provincia con il maggior numero di infortuni in generale e di infortuni legati al coronavirus

Sono 89 i morti sul lavoro registrati nei primi dieci mesi del 2021 in Veneto. Con un incremento del 25% rispetto allo scorso anno, in controtendenza rispetto alla media del Paese che fa rilevare una diminuzione dell’1,8% degli infortuni mortali. Da gennaio 2021 a fine ottobre sono 64 le vittime rilevate in occasione di lavoro in Veneto (+16% rispetto al 2020 quando erano 55) e 25 i lavoratori che hanno perso la vita in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro (+56,2% rispetto al 2020 quando erano 16).
I dati sono dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, che pone il Veneto al settimo posto nella graduatoria nazionale per numero di decessi in occasione di lavoro. La regione continua però ad essere tra quelle con il minor rischio di mortalità sul lavoro. Nei primi dieci mesi del 2021, ha fatto infatti registrare un'incidenza di mortalità compresa tra 0,75 e 1 rispetto alla media nazionale (Im - Indice incidenza medio pari a 35,6 morti ogni milione di lavoratori).
«Crediamo che l’aumento del numero dei morti sul lavoro in Veneto sia la conseguenza della significativa ripresa economica e produttiva della nostra regione negli ultimi mesi - ha commentato Mauro Rossato, presidente dell'Osservatorio - Ribadiamo, però, che proprio come accade per il Covid, anche quando si parla di morti sul lavoro è l'incidenza rispetto alla popolazione di un territorio a diventare il vero parametro per decretare un maggiore o minore rischio. L'incidenza è un dato che identifica in modo più concreto forme e contenuti della piaga delle morti bianche; poiché accanto al numero degli infortuni mortali, viene considerato il parametro fondamentale della popolazione lavorativa».
A livello provinciale, è Rovigo il territorio veneto in cui i lavoratori rischiano di più. L'indice di incidenza per la provincia rodigina, infatti, è pari a 53,5, contro una media nazionale di 35,6. Seguono: Verona (38,2), Venezia (32,9), Treviso (28,2), Padova (25,3), Belluno (23) e Vicenza (21,9).
Crescono infine del 14% gli infortuni non mortali: 6.845 in più dello scorso anno (passati da 49.286 ad ottobre 2020 a 56.131 a fine ottobre 2021). A Verona la maglia nera in regione per il più elevato numero di denunce di infortunio: 11.533. Seguono: Vicenza (10.690), Treviso (10.533), Padova (10.111), Venezia (9.164), Belluno (2.163) e Rovigo (1.937).

tabella morti lavoro covid-2

E tra i morti sul lavoro ci sono anche i morti di Covid-19, che in Veneto sono stati 35 in 22 mesi di pandemia. La regione è quella a minor rischio di mortalità tra i territori con il più alto numero di occupati. Infatti, rispetto ad un'incidenza media nazionale pari a 34,1, il Veneto fa registrare un indice di 16,5. Ben lontano dai più preoccupanti valori di Lombardia (44) e Lazio (35,9).
Il Veneto si trova a fine ottobre al sedicesimo posto nella graduatoria nazionale per incidenza di mortalità da Covid, mentre si trova all’ottavo posto considerando il numero di infortuni mortali connessi con il virus. A Venezia il maggior numero di decessi (12); seguita da Treviso e Padova (6), Vicenza (5), Verona (3), Rovigo (2) e Belluno (1).

Scarica qui le statistiche sugli infortuni sul lavoro connessi al coronavirus in Italia

Le denunce di infortunio totali legate al contagio in Veneto, da gennaio 2020 a fine ottobre 2021, sono 19.250. Numeri che portano il Veneto anche dopo 22 mesi di pandemia sul podio nazionale per numero di denunce di infortunio sul lavoro legate al Covid-19, dopo Lombardia e Piemonte. E rimane, purtroppo, un triste primato per l’universo femminile che lavora in Veneto. Perché le donne contagiate dal Covid da gennaio 2020 a fine ottobre 2021 sono 14.221 (il 73,9% del totale).
Tra i settori maggiormente colpiti, c'è quello della sanità e dell'assistenza sociale e per quanto riguarda le professioni, i più coinvolti si confermano essere i tecnici della salute (34,4%). Seguono: le professioni qualificate nei servizi socio-sanitari e sociali (26,8%), le professioni legate ai servizi personali e assimilati (9,8%) e i medici (6,5%). Verona è la provincia con il più alto numero di denunce di infortunio anche tenendo conto solo degli infortuni legati al coronavirus: 4.482. Seguono: Treviso (3.336), Venezia (3.298), Vicenza (3.263), Padova (3.050), Belluno (1.228), e Rovigo (593).

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