Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Ironico, allegro, anticonformista, si è spento il cantastorie Imerio Mariotto

Tra i ricordi è emersa anche la multa ricevuta per aver modificato il suo cartello di "Attenti al cane" in "Attenti al Berlus-cane", perché uno dei suoi cani si chiamava proprio Berluscane

«Il burattinaio», dedicata a Nino Pozzo, «La mostra d'arte moderna», o ancora «La favola delle lumache». Questi sono alcuni brani del cantastorie veronese Imerio Mariotto.

Un personaggio originale e a tratti eccentrico - si legge nel sito internet a lui dedicato e realizzato grazie a Marco Pasetto - Creativo, particolarmente sensibile e ironico, un vero artista. Tutto ciò che canta e dice lo racconta come se dovesse farlo ad un pubblico di bambini; così, anche le cose più terribili vengono esposte con delicatezza, fantasia, ironia e pietà.

E la notizia della sua scomparsa non poteva che generare una profonda tristezza in chi lo aveva conosciuto come artista e come uomo. Imerio Mariotto si è spento nella notte del 31 dicembre scorso e per ricordarlo, attraverso i social, sono state condivise alcune sue opere, ancora ascoltabili grazie a Youtube. Sono state ricordate anche le sue principali qualità, come l'ironia, l'allegria e il suo anticorformismo.
E tra i ricordi è riemerso anche un vecchio episodio che nel 2009 lo fece entrare nelle cronache nazionali. Imerio Mariotto aveva, infatti, chiamato uno dei suoi cani "Berluscane", perché nonostante l'età l'animale era particolarmente vigoroso. Anche il cartello di "Attenti al cane" era stato modificato in "Attenti al Berlus-cane" e per questo Imerio Mariotto fu costretto a pagare una multa di 55 euro.

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