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Montorio e Mizzole, firme per fermare il cemento

Montorio e Mizzole, firme per fermare il cemento

Montorio e Mizzole, firme per fermare il cemento

Le raccoglier il Pd per indurre il Comune a fare retromarcia rispetto al Piano degli Interventi

In arrivo una raccolta firme organizzata dal Pd veronese per indurre il Comune a fare retromarcia riguardo ai lavori previsti nel Piano degli Interventi a Montorio e a Mizzole. "Questo Piano è stato descritto dalla Giunta come risolutivo per la città - commenta il capogruppo Pd a palazzo Barbieri Stefania Sartori - questo non è vero. Anzi, si erodono aree verdi o destinate a essere tali nel Piano di assetto del territorio".

A Montorio, secondo le volontà del Comune, verrà abbattuta la zona dei capannoni avicoli. Al proprietario verrà riconosciuto un corrispondente credito edilizio. Su quella superficie verranno spostati i campi sportivi che ora si trovano nel centro storico. "Al loro posto verranno costruite case", spiega il consigliere comunale Roberto Uboldi. Oltre al cemento, secondo il Partito Democratico, c'è anche un problema sicurezza. Per raggiungere i nuovi campi sportivi, infatti, sarà necessario per i giovani attraversare la tangenziale. A breve partirà la raccolta firme per fermare il progetto. Iniziativa analoga sarà organizzata a Mizzole, dove, secondo il Piano degli interventi, verrà aumentata la zona edilizia costruendo cinque appartamenti  su un piccolo spazio verde di fronte alle scuole elementari.

"Nelle zone di Quinto, Poiano e Montorio è evidente che si è privilegiato il cemento - rincara Stefania Sartori - di fronte all'Esselunga di Borgo Venezia, in via Valpantena, c'era un'area che nel Pat si prevedeva verde. Ora si prevedono un centinaio di appartamenti". Dietro all'Esselunga, invece, nell'area Reichenback sono previsti 314 alloggi, metà già previsti nel Pat. Le accuse del Partito Democratico si concentrano anche sul progetto della nuova strada provinciale 6, che viene respinto in toto: "Verrebbe creata una sorta di grande rotonda", spiega Uboldi. Nel mirino anche l'area Cipri, dove sorge l'ex calzaturificio Cipriani. "Lì sorgeva un giardino storico - conclude il consigliere comunale - quindi con vincoli di massima tutela. Poi la Regione ha declassato l'area, che è già stata interessata da interventi edilizi. Ma secondo il Piano degli interventi la parte che rimarrà verde sarà proprio quella in cui si è già costruito. Risultato? Si costruirà in tutta la zona".


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