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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Borgo Roma / Piazzale Ludovico Antonio Scuro

Covid, monitoraggio Gimbe: impennata di nuovi casi e morti in Italia, continuano a crescere i ricoveri

«Sul fronte delle terapie intensive - spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe – preoccupa l’incremento degli ingressi giornalieri: la media mobile a 7 giorni sale a 85 ingressi/die rispetto ai 70 della settimana precedente»

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 15-21 dicembre 2021, rispetto alla precedente, un «netto aumento» di nuovi casi (177.257 contro 124.568) e decessi (882 contro 663). Crescono anche i casi attualmente positivi (384.144 contro 297.394), le persone in isolamento domiciliare (374.751 contro 289.368), i ricoveri con sintomi (8.381 contro 7.163) e le terapie intensive (1.012 contro 863) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 882 (+33%), di cui 45 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +149 (+17,3%)
  • Ricoverati con sintomi: +1.218 (+17%)
  • Isolamento domiciliare: +85.383 (+29,5%)
  • Nuovi casi: 177.257 (+42,3%)
  • Casi attualmente positivi: +86.750 (+29,2%)

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«Da oltre due mesi - dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe - si assiste ad un aumento dei nuovi casi, che nelle ultime due settimane ha subìto una forte accelerazione. La media mobile a 7 giorni dei nuovi casi è passata da 15.521 dell’8 dicembre a 25.322 il 21 dicembre (+63,2%), un’impennata favorita anche dalla rapida e progressiva diffusione della variante omicron nel nostro Paese, ampiamente sottostimata da un sequenziamento insufficiente». Il rapporto positivi/persone testate ha raggiunto il 28,1%, quello positivi/tamponi molecolari il 10,5% e quello positivi/tamponi antigenici rapidi l’1,2%».

Nella settimana 15-21 dicembre 2021 in tutte le Regioni, eccetto la Provincia Autonoma di Bolzano, si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 12,4% del Friuli-Venezia Giuliaal 86,3% dell’Umbria. In 54 Province l’incidenza supera i 250 casi per 100.000 abitanti, tra queste vi sono tutte le province del Veneto: Treviso (714), Vicenza (597), Venezia (556), Padova (542), Verona (451), Rovigo (356) e Belluno (326).

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Netto aumento anche dei decessi: 882 negli ultimi 7 giorni (di cui 45 riferiti a periodi precedenti), con una media di 126 al giorno rispetto ai 95 della settimana precedente. «Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - aumentano ancora i posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +17% in area medica e +17,3% in terapia intensiva».

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A livello nazionale, al 21 dicembre, il tasso di occupazione da parte di pazienti Covid è del 13,4% in area medica e dell’11,1% in area critica, con notevoli differenze regionali: la Provincia Autonoma di Trento supera la soglia del 15% in area medica (19,1%) e del 20% in area critica (27,8%); le soglie del 15% per l’area medica e del 10% per l’area critica risultano entrambe superate in Calabria (23,2% area medica e 12,4% area critica), Friuli-Venezia Giulia (23,4% area medica e 16,6% area critica), Liguria (22,9% area medica e 14,2% area critica), Marche (18,2% area medica e 15,6% area critica), Provincia Autonoma di Bolzano (18% area medica e 19% area critica) e Veneto (17,6% area medica e 16,5% area critica). «Sul fronte delle terapie intensive - puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe – preoccupa l’incremento degli ingressi giornalieri: la media mobile a 7 giorni sale a 85 ingressi/die rispetto ai 70 della settimana precedente».

Gimbe - ospedali - 23 dicembre 2021-2

Efficacia dei vaccini

La necessità della dose booster, spiega Fondazione Gimbe, è ben documentata dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità che dimostrano la «riduzione dell’efficacia vaccinale dopo 150 giorni dal completamento del ciclo primario». In particolare:

  • l’efficacia sulla diagnosi «scende in media dal 73,4% per i vaccinati entro 150 giorni al 35,8% per i vaccinati da più di 150 giorni, per poi risalire al 75,5% dopo il richiamo»;
  • l’efficacia sulla malattia severa «scende in media dal 92,7% per i vaccinati entro 150 giorni all’82,6% per i vaccinati da più di 150 giorni, per poi risalire al 93,4% dopo il richiamo».

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età «si riduce l’incidenza di diagnosi (del 62,7-78,9%) e soprattutto di malattia grave (dell’83-93,3% per ricoveri ordinari; del91,4-97% per le terapie intensive) e decesso (del 78,3-96,3%)».

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