Cronaca

Pronta una mobilitazione nazionale a sostegno dei detenuti

I Garanti dei diritti delle persone private della libertà personale intendono sostenere le proposte già presentate al Parlamento, al Governo e all’amministrazione Penitenziaria

Mercoledì 10 ottobre i Garanti dei diritti delle persone private della libertà personale promuovono l’avvio di una mobilitazione nazionale per richiamare l'attenzione dei cittadini sulla questione carceri.

“Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha richiesto insistentemente provvedimenti per affrontare la situazione delle carceri –spiega Margherita Forestan, Garante dei detenuti per il Comune di Verona- a partire dal 10 ottobre e per i prossimi 30 giorni, i Garanti dei diritti delle persone private della libertà personale intendono sostenere, attraverso l’informazione, le proposte già presentate al Parlamento, al Governo e all’Amministrazione Penitenziaria.

In particolare al Parlamento chiediamo la modifica della legge Giovanardi sulle droghe e l’approvazione della legge che introduce il reato di tortura nel Codice Penale; all’Amministrazione Penitenziaria un piano per l’applicazione integrale del regolamento del 2000, garanzie per la territorialità dell’esecuzione della pena, trasparenza sull’utilizzo dei fondi della Cassa delle ammende, la copertura degli organici, il finanziamento della legge Smuraglia, l’applicazione della previsione del rimpatrio come misura alternativa per le persone straniere detenute.

Siamo inoltre assolutamente contrari al piano per la costruzione di nuove carceri, che va fermato, soprattutto alla luce della cronica mancanza di personale e della mancata apertura di istituti di nuova costruzione, per non parlare della mancata manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture esistenti. La tanto invocata spending review potrebbe dare sorprendenti risultati, per quanto riguarda il mondo delle carceri, se solo la si potesse collegare al termine justice e se le leggi disponibili già oggi non venissero disattese. Ricordiamoci che non ci sono diritti esigibili per nessuno, dentro e fuori dal carcere, senza una giustizia in grado di funzionare per tutti.”  

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