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Minacce per un dolce scaduto e vessazioni contro la madre: giovane spedito in carcere

"Ho capito che mi vuoi mandare a Montorio, ma tanto prima o poi esco e vedi…", questo il tenore delle frasi pronunciate dal figlio alla presenza degli stessi agenti della polizia di Stato

Un banale motivo, come quello di un dolce scaduto, è stato sufficiente a scatenare contro una povera madre l’ira di un figlio. Il giovane, già agli arresti domiciliari per lesioni e violazione di domicilio e distintosi in passato per analoghi atteggiamenti violenti, non è riuscito a trattenersi dopo aver constatato la scadenza del dolce che aveva intenzione di mangiare.

Immediata la reazione: in preda ad un vero raptus di follia, andando su tutte le furie, ha scagliato contro la madre incredula il cibo trattenuto tra le mani per poi accanirsi contro quanto trovato a portata per evitare, come ha continuato a ripetere urlando più volte contro la donna, di prendersela direttamente con lei stessa.

A farne le spese un televisore LCD 32 pollici, frantumato a calci, e subito dopo un pc portatile. A quel punto la madre terrorizzata, dopo essersi allontanata dall’appartamento e dopo aver raggiunto la strada, ha deciso di comporre il 113. La pattuglia di volante giunta immediatamente sul posto, dopo aver ascoltato la signora, si è introdotta nell’appartamento ormai messo completamente a soqquadro.

Il giovane richiamato alla calma dagli operanti, ha spiegato il suo stato d’ira imputandolo alla madre, a suo dire sempre pronta a provocarlo e a creargli problemi. Nonostante la presenza delle forze dell’ordine, il giovane ha minacciato più volte la donna con frasi del tipo “ho capito che mi vuoi mandare a Montorio, ma tanto prima o poi esco e vedi…” o, ancora, “ti va bene che c’è la polizia, altrimenti vedi cosa succedeva”. Presa in disparte, la donna ha raccontato di aver deciso nei giorni scorsi, nonostante la vergogna, di prendere sotto il proprio tetto il figlio, allontanatosi lo scorso anno dall’abitazione familiare, per fargli scontare la misura degli arresti domiciliari. Da quel momento, sarebbero state continue e ripetute le vessazioni e le sopraffazioni subìte dalla donna.

Il veronese di nascita, classe 1996, è stato quindi tratto in arresto per maltrattamenti contro familiari e trattenuto presso queste celle di sicurezza. Oggi, all’esito della direttissima, il giudice, convalidato l’arresto, ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare e, tenuto conto della misura restrittiva già in corso (arresti domiciliari), ha ordinato la custodia cautelare in carcere.

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