Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Non si placa l'arrivo di migranti in provincia: s'impenna il numero di richieste d'asilo

Giovedì sera si è tenuto alla Biblioteca civica di Verona l'incontro “La protezione internazionale: diritto di informazione, tutela e accoglienza”, al quale hanno partecipato tutti i responsabili e gli operatori del settore

Non si arresta l'arrivo di profughi in terra scaligera: in 7 sono giunti giovedì mattina, mentre 15 sono stati accolti mercoledì, aggiungendosi a quelli arrivati con le operazioni Mare Nostrum e Triton. Due giorni fa il Viminale ha inviato alle prefetture del nord Italia una circolare per chiedere la disponibilità di 7500 posti a breve, scatenando numerose polemiche. Verona ha detto si all'accoglienza nel febbraio 2014, come prima città in Veneto: da quel momento 552 persone, di diversa provenienza e richiedenti asilo, sono state gestite dalla prefettura, che le ha inviate nei vari comuni della provincia. 
La protezione internazionale: diritto di informazione, tutela e accoglienza”, è il titolo dell'incontro che si è tenuto nella Bliblioteca civica di Verona giovedì sera e al quale hanno partecipato tutti i responsabili e gli operatori del settore, che hanno sviscerato proprio queste tematiche. A fornire le cifre di questo fenomeno è stato il capo di gabinetto della Prefettura Alessandro Tortorella, che ha parlato proprio dei complessivi 552 profughi, inviati nei 13 comuni della provincia, con il numero delle strutture di accoglienza che è piano piano aumentato, arrivando alle 24 attuali. Come ha spiegato il dirigente dell'Ufficio Immigrazione della Questura, Roberto Salvo, le cui parole sono state riportate dal quotidiano L'Arena, non sono solo questi i profughi presenti sul territorio, in quanto "ogni giorno arrivano ai nostri sportelli persone che non sono scese dai barconi, ma sono arrivate per altre strade, dai Balcani, dall'Est Europa, e chiedono protezione o asilo politico: noi accettiamo tutte le domande, perché la valutazione spetta poi alla commissione". Ricordando i dati diffusi dal questore Gagliardi nel corso dell'ultima festa di poliza, dal 1 maggio 2014 al 30 aprile 2015, all'Ufficio immigrazione sono state avanzate 688 istanze di protezione internazionale (607 in più rispetto all'anno precedente). Domande che vengono poi girate alla Commissione territoriale, guidata dalla presidente Adriana Sabato, le cui competenze toccano anche le province di Belluno, Bolzano, Trento, Treviso e Vicenza. "La commissione ha ereditato 1.796 pratiche - afferma Sabato sulle colonne de L'Arena - e in questi primi mesi di lavoro ha definito 280 posizioni: considerando anche le nuove istanze arrivate, oggi ne restano da esaminare circa 2.100. La nostra commissione si occupa di intervistare i richiedenti protezione per capire se sono in possesso dei requisiti: è un'attività che richiede molto tempo e attenzione, perché si deve riuscire a valutare la credibilità delle storie che queste persone ci raccontano". Fino al 29 maggio 2015, 254 di queste posizioni sono state valutate a Verona e più della metà, ben 140 domande, sono state rifiutate, mentre lo status di rifugiato è stato concesso a 24 persone, a 50 la protezione sussidiaria e a 40 la protezione umanitaria. Diversa la provenienza di questi migranti, che hanno spesso affrontato un viaggio estenuante per sfuggire ad una situazione disperata: il 14% giunge dal Bangladesh, l'11% dalla Gambia, l'8% dal Senegal, il 12% da Mali e Nigeria, il 13% dal Pakistan, poi anche Ucraina e Afghanistan.

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