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Gli trovano foto pedopornografiche nel cellulare, condannato

Un migrante di origine ghanese era stato denunciato da una poliziotta che lo stava identificando in Questura: quando ha tentato di cancellare la sua immagine ha visto il contenuto del cellulare

Ossessionato dal sesso o semplicemente vittima di uno scherzo del destino. Non si è chiarito quale definizione potrebbe calzare se si parla dell'adulto che in Questura, mentre veniva identificando, fotografò la poliziotti che aveva di fronte. Quando se n'era accorta aveva requisito il cellulare e cercando di cancellare la sua immagine dal cellulare ne trovò altre tre di ragazze nude e una in cui un bimbo simulava di tagliarsi i genitali con un coltello. Immediatamente era scattata la denuncia per detenzione di materiale pedopornografico. Ieri, per un migrante di origine ghanese arrivato nell'estate 2012 da Lampedusa, è arrivata la condanna a otto mesi di reclusione. In particolare nei guai c'è finito per la foto del bimbo scoperto, poiché sulle altre immagini non è stato possibile provare la minore età.

L'uomo era giunto a Verona a giugno con molti altri suoi connazionali attraverso la Libia e trovò riparo, in qualità di rifugiato politico, all'ostello della Gioventù. Poi, come prevede il protocollo, era stato accompagnato in Questura per l'identificazione. Dopo l'allarme scattato in seguito alla denuncia della poliziotta, spiega l'Arena, era stato segnalato alla Procura di Venezia che successivamente passò il caso al Tribunale di Verona. La sua linea di difesa ha previsto la negazione di tutte le accuse: il cellulare sarebbe stato di un suo conoscente incontrato a Lampedusa e non aveva mai visto quelle foto.

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