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I presenti alla riunione di venerdì 25 agosto della comunità del Garda presieduta da Mariastella Gelmini (ph Facebook)

I presenti alla riunione di venerdì 25 agosto della comunità del Garda presieduta da Mariastella Gelmini (ph Facebook)

Dalla Comunità del Garda la proposta di una metropolitana sull'acqua contro il traffico

Muoversi sull'acqua del bacino lacustre a mezzo metropolitane leggere, invece che intasare con le auto la Gardesana. È il nuovo progetto che potrebbe rivoluzionare la mobilità sulle sponde del lago di Garda

Una vera e propria rivoluzione della mobilità gardesana, quella che emerge dalla proposta di costruire una Metropolitana del Garda avanzata dalla Comunità del Garda presieduta da Mariastella Gelmini che si è riuinita ieri, venerdì 25 agosto, presso la sede di Villa Mirabella a Gardone Riviera.

Al centro della discussione le principali tematiche che riguardano il lago di Garda, dalla qualità e i livelli delle acque, oltre alla questione sicurezza e all'impegno delle guardia costiera. In merito la presidente della Comunità del Garda ha voluto esprime un suo particolare ringraziamento al comandante della Guardia Costiera:

Grazie al comandante Sandy Ballis per aver gestito, con professionalità, numerose operazioni di controllo e salvataggio di bagnanti o diportisti e un ringraziamento anche al generale Melone per aver mantenuto la promessa di aumentare a 30 unità il corpo della Guardia Costiera presente a Salò.

Per ciò che riguarda invece il tema della mobilità, quest'ultimo viene definito in una nota il «punto dolente che la Comunità del Garda sta affrontando in prospettiva, mediante un progetto che integri la mobilità su gomma con quella su ferro e su acqua. Soprattutto è necessario investire sulla mobilità su acqua e la navigazione sul lago non deve essere solo per motivi di turismo, ma come integrazione e alternativa all’automobile, in modo di alleggerire il traffico sulle nostre due gardesane».

La presidente Mariastella Gelmini ha espressamente richiamato alla necessità di entrare in un «nuovo ordine d'idee», in base al quale per spostarsi sul Garda non si debba più esclusivamente utilizzare l'automobile, bensì si possano sfruttare i 370 chilometri quadrati di superficie del bacino lacustre stesso. L'ipotesi, alquanto ambiziosa ed innovativa ma non per questo irrealizzabile, sarebbe per l'appunto quella di costruire delle metropolitane leggere sull'acqua da utilizzare per muoversi da un paesino all'altro della costa, dopo aver identificato tre stazioni principali, una per ciascuna regione di competenza del Garda (Lombardia, Veneto e Trentino). Per questo affinché il progetto possa partire, oltre alla quota base di 150 mila euro che la Comunità del Garda è pronta a mettere sul piatto, servirebbe che venisse regionalizzata la gestione del servizio di navigazione pubblica e divenisse autonomo per ciò che riguarda il lago di Garda.

Insomma, un progetto che, per dirlo con una battuta, ha ancora molta strada da fare, ma che potenzialmente potrebbe davvero risolvere tanti dei problemi legati al traffico che chiunque abbia frequentato le varie sponde del Garda si è spesso trovato a dover sperimentare.

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