Cronaca Santa Lucia e Golosine / Via Emilio Piccono della Valle

Un "mercato della droga" in casa scoperto a Verona: 29enne in manette

A portare all'attenzione della Squadra Mobile quell'abitazione, sono state le numerose segnalazioni dei cittadini, insospettiti da quel viavai di giovani. Sono stati rinvenuti contanti, cocaina, hashish, materiale da taglio e un bilancino di precisione

Avrebbe adibito il proprio appartamento come un “droga shop” frequentato da clienti fidati, ma dopo le segnalazioni arrivate in Questura nelle ultime settimane da parte dei residenti nel quartiere Santa Lucia, relative ad un sospetto andirivieni di giovani, gli agenti della Sezione per il contrasto al crimine diffuso della Squadra Mobile si sono appostati per giorni in via Piccono della Valle per scegliere il momento più adatto a bloccare E.D.Y., marocchino di 29 anni da tempo residente in Italia e con svariati precedenti di polizia.

Il blitz dunque è scattato mercoledì pomeriggio: il giovane è stato bloccato mentre usciva di casa, nel tentativo di allontanarvisi a bordo di uno scooter intestato a una ragazza di origine napoletana, con precedenti penali per spaccio di droga.
In casa del nordafricano, durante la perquisizione, sono stato trovati 40 grammi di cocaina e 2200 euro contanti. Droga e soldi sarebbero stati custoditi in un comodino della stanza da letto, all’interno del quale c’erano anche 80 grammi di mannite, solitamente usata come sostanza da taglio perché è molto simile alla cocaina per consistenza e colore.
In cucina, invece, oltre a una dose di cocaina e una di hashish, è stato trovato un bilancino elettronico di precisione: elemento, quest’ultimo, ritenuto molto importante dalle forze dell'ordine, a riscontro dell’attività di spaccio intrapresa dal marocchino.

La perquisizione antidroga è stata poi estesa alla fumeria di narghilè “Club Dubai”, ubicata in Via Monreale e gestita dalla compagna del marocchino arrestato. Attività a sua volta oggetto di segnalazioni da parte dei cittadini del quartiere Borgo Nuovo, che l'hanno più volte indicata come luogo di ritrovo negli ultimi tempi di nordafricani dediti all’alcol e al consumo di stupefacenti. Nel corso della perquisizione del locale non sono stati acquisiti nuovi elementi, anche perché al momento è chiuso al pubblico per il lockdown.
Il Tribunale di Verona, davanti al quale si è celebrato giovedì mattina il processo per direttissima, ha convalidato l’arresto e ha disposto nei confronti del marocchino la misura dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

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