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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca San Zeno / Stradone Antonio Provolo

Meningite alla GMG. I giovani assistiti in Veneto sono stati più di 1.300

Nessun caso è stato rilevato. Una cinquantina i ragazzi negli ospedali di Verona. Tanti i giovani veronesi che hanno contattato i medici di base, ma il rischio contagio è molto basso

Sono stati più di 1.300 i ragazzi e le ragazze soccorsi dalle strutture sanitarie venete dopo il decesso a Vienna della diciottenne romana di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù per meningite. Numeri che sono aumentati rispetto a quelli inizialmente comunicati dalle Regione, ma tra cui non risulta esserci nessun giovane a rischio.

Nella provincia di Verona sono stati assistiti in ospedale una cinquantina di ragazzi pugliesi, che avevano sostato per la notte all'Istituto Don Bosco di Stradone Antonio Provolo. Dopo essersi sottoposti alla profilassi sono ripartiti all'alba per tornare a casa. Tra di solo solo una ragazza con la febbre, ma nessuno presentava i sintomi della malattia. Nessun sintomo neanche tra i tanti giovani veronesi che si sono rivolti in questi giorni ai medici di base. Molto basso il rischio contagio.

E dopo l'enorme sforzo che la sanità regionale ha compiuto per monitorare il rischio meningite è arrivato anche il ringraziamento del presidente Zaia: "Credo di interpretare il sentimento di tutti i ragazzi e delle loro famiglie ringraziando i sanitari del Veneto che giorno e notte si sono prodigati con l’abituale, ma mai abbastanza ricordata, disponibilità e con professionalità. Questa tragedia ha provocato un comprensibile allarme tra migliaia e migliaia di giovani e famiglie. Tutti coloro, veneti e non, che si sono rivolti alle nostre strutture sanitarie per una visita, un consulto, o la profilassi, sono stati assistiti al meglio".

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