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Verbi canterini e frasi sessiste. Piccolo editore veronese nella bufera

Un brano pubblicato nel 2006 dalla Mela Music di Bussolengo conterrebbe delle frasi che alimentano stereotipi di genere. La replica dell'autrice: "Si vuole vedere in questa canzone uno scopo che ha mai avuto"

Per alcuni è una polemica inutile, per altri una battaglia giusta. Al centro c'è un piccolo editore veronese, Mela Music, con sede a Bussolengo, specializzato nel pubblicare prodotti didattici sotto forma di canzoncine o libri per docenti e bambini. La polemica inutile o la giusta battaglia (a seconda dei punti di vista) riguarda una filastrocca pubblicata nel 2006 con il titolo "La vacanza dei verbi" e contenuta nella raccolta "I verbi canterini". L'indignazione è montata per una serie di frasi in rima contenute nel brano, dove un bimbo ride gioca e saltella, il papà gioca a pallone, il nonno fuma la pipa e la mamma canticchia mentre lava, stira e cucina. Un'indignazione che ha portato anche a chiedere di modificare il testo della canzone perché in essa verrebbero perpetrati degli stereotipi di genere. La replica dell'autrice Silvia Rinaldi è stata pubblicata sulla pagina Facebook di Mela Music.

Sono docente da trent’anni anni e fin da quando ho iniziato ad insegnare mi sono sempre battuta per la parità di genere, sottolineando i diritti delle donne in tutti gli ambiti del sapere, dalla storia alla letteratura, perciò questa polemica mi coglie davvero come un fulmine a ciel sereno - scrive l'autrice - Quando ho scritto il testo di questa canzoncina, dieci anni fa, il mio unico intento era quello d'insegnare i verbi ai bambini in modo ludico ed efficace, giocando con le rime e con melodie accattivanti che aiutassero il bimbo ad interiorizzare contenuti grammaticali. Non avrei minimamente immaginato che la mia semplice canzoncina in rima potesse essere in qualche modo strumentalizzata per un discorso di stereotipi di genere, argomento che esula completamente da ogni mio intento. Certo è difficile replicare senza sorridere: perché dire che un papà gioca a pallone appare discriminante? Perché affermare che la mamma cucina è un'argomentazione sessista? Non vedo alcuna connotazione negativa nel cucinare o nel fare lavori di casa, e dire che la mamma cucina o riassetta la casa non implica che non debba farlo anche il papà: a scuola insegno ai miei alunni che non dev'esserci alcuna divisione di ruoli fra maschi e femmine, ma tutti fanno tutto. Il libro, il racconto o la canzone è sempre mediato dall'insegnante che presenta e introduce i contenuti; e la maestra non mancherà di spiegare al bimbo che si tratta solo di rime divertenti per memorizzare i verbi, ma la canzone non vuole in alcun modo spiegare ai bambini chi fa cosa e veicolare messaggi di tipo culturale. Non riesco francamente a comprendere perché si voglia vedere in questa canzone uno scopo che essa non ha e non ha mai avuto.

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