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Medicine di gruppo integrate, Federfarma: "Assicurare assistenza a tutto il territorio"

Secondo il presidente di Federfarma Verona Marco Bacchini sul tema delle "medicine di gruppo integrate" è indispensabile procedere a una revisione, in quanto "non funzionano" nelle zone a bassa densità abitativa

«Abbiamo sempre guardato con molta attenzione alla riorganizzazione dell’assistenza territoriale in quanto riteniamo che essa debba garantire la reale accessibilità del cittadino alle cure, la continuità e l’uniformità assistenziale su tutto il territorio regionale – spiega Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona, l’Associazione dei titolari di farmacia -. La preoccupazione, già espressa all’indomani dell’approvazione delle “Linee di indirizzo e operative per l’attuazione della D.G.R. n. 41 del 18.1.2011 – medicina generale” varate quindi sette anni fa dalla Giunta regionale del Veneto, si è rivelata corretta. Le forme di concentrazione dei medici di medicina generale in alcune realtà non hanno portato ad un miglioramento di servizio e assistenza per il cittadino; infatti la chiusura degli ambulatori nei piccoli centri abitati ha tolto una presenza sanitaria di riferimento. Inoltre lo spostamento dei flussi di pazienti in queste strutture sposta anche i flussi per l’approvvigionamento dei farmaci togliendo oltre al binomio medico/farmacista, anche la sostenibilità della farmacia determinandone la chiusura.  

La razionalizzazione e la volontà di creare strutture concentrate più specialistiche in modo non capillare non risponde alle esigenze quotidiane della gente e del tessuto sociale. Già assistiamo alla concentrazione delle strutture ospedaliere, e perseguire totalmente questa finalità con gli ambulatori medici non può essere positivo. A nostro avviso occorre invece andare incontro alle aspettative della nuova sanità che punta alla territorializzazione della cronicità. Riteniamo condivisibile l’analisi effettuata dall’assessore alla Sanità della Regione Veneto Luca Coletto, e l’idea che queste aggregazioni, proprio per le motivazioni sopra esposte, possano essere un’opportunità solo se realizzate non in aree a bassa densità abitativa, perché in tali zone ampi territori verrebbero ad essere sguarniti,  bensì in realtà particolarmente abitate.

Una considerazione che Federfarma Verona, con il 94% delle farmacie associate sull’intero territorio provinciale (237 sul totale di 253) tocca con mano quotidianamente  - conclude Bacchini -raccogliendo le impressioni degli utenti che vivono sulla propria pelle lo spopolamento delle zone rurali e montane anche a seguito della sottrazione di servizi primari».

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