Cronaca Valverde / Via della Valverde

I 3 medici dell'Ulss 20 arrestati respingono le accuse, ma ammettono i fatti

Hanno confermato le evidenze riscontrate nelle e-mail che gli investigatori hanno controllato. Per loro però non c'è stata nessuna tentata concussione né la turbativa d'asta

Hanno fornito la loro versione dei fatti i tre medici dell'Ulss 20 finiti agli arresti domiciliari a seguito di un'indagine della Guardia di Finanza che gli contesta i reati di tentata concussione e turbativa d'asta.

Maurizio Gomma, Oliviero Bosco e Giovanni Serpelloni hanno ammesso i fatti, dimostrati anche dalle mail controllate dagli investigatori. I tre però respingono ogni accusa e i dottori Gomma e Bosco hanno chiesto la revoca dei domiciliari, perché non si corre il rischio di reiterazione del reato.

In particolare Maurizio Gomma, come riportato da L'Arena, ha dichiarato di non sapere della prima richiesta di denaro che Serpelloni aveva fatto alla ditta Ciditech, quei 100 mila euro chiesti per i diritti intellettuali sul software gestito dalla Ciditech. Stesso discorso anche per il dottor Bosco, che non sapeva nulla della gara truccata ai danni della Ciditech.

Diversa la posizione di Giovanni Serpelloni, perché è stato lui a chiedere i soldi, trovando poi l'appoggio degli altri medici, ed è stato lui ad indire il bando risultato poi pilotato per togliere alla Ciditech la gestione del software del Servizio Dipendenze, il Ser.D. La sua linea difensiva è totalmente alternativa alla ricostruzione dei fatti formulata dall'accusa. Per questo anche lui non ha potuto che ammettere i fatti, ma ha respinto le accuse. A differenza dei suoi colleghi, Serpelloni non ha chiesto la revoca dei domiciliari, ma ha comunque ottenuto un restringimento di orario meno duro.

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