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L'aeroporto Valerio Catullo (Foto di repertorio)

L'aeroporto Valerio Catullo (Foto di repertorio)

Infrastrutture del Nordest, indagine della Finanza. Interessato il Catullo

I militari della Guardia di Finanza di Gorizia hanno acquisito e sequestrato documenti anche nella società che gestisce lo scalo veronese. Il gruppo Save ha però fatto sapere di essere parte offesa in questa inchiesta

Un vasto sistema di appalti truccati sarebbe stato scoperto in una grande operazione della Guardia di Finanza friulana coordinata dalla Procura della Repubblica di Gorizia. L'indagine si è concentrata su decine di appalti pubblici che riguardano anche il territorio veneto, come scritto da Marco Milioni su VicenzaToday.
L'inchiesta ipotizza «turbative d'asta tra le imprese coinvolte per effetto di pratiche collusive, ma anche frodi nella realizzazione di ponti, viadotti, cavalcavia, sottopassi, gallerie, piste aeroportuali costruite utilizzando materiali difformi da quelli dichiarati». Nella «realizzazione delle opere appaltate sarebbe stato impiegato materiale non certificato. I quantitativi di materiale descritto dal capitolato sarebbero stati inferiori a quanto prescritto e fatturato, con conseguenti violazioni anche di natura ambientale».
I reati ipotizzati sono la turbativa d’asta, inadempimenti vari e frodi nelle pubbliche forniture, subappalti irregolari e concussione.

Tra i soggetti presi di mira dalle Fiamme Gialle c'è il «Commissario delegato per l'emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nel territorio delle province di Treviso e Vicenza, titolare della realizzazione della Pedemontana Veneta», riporta Milioni. Si tratta dell'organo governativo sotto la cui egida sono iniziati i cantieri della Pedemontana, una struttura decaduta tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017 poiché la legge nazionale non ne ha più previsto il rinnovo. La struttura commissariale nazionale, quando era in vita, è stata sempre presieduta dall'ingegnere Silvano Vernizzi, oggi amministratore delegato di Veneto Strade.

Anche Veneto Strade è finita nel mirino degli investigatori, assieme a Cav (Concessioni autostradali venete), ovvero il concessionario del passante di Mestre, della tangenziale di Mestre e del raccordo con l'aeroporto Marco Polo.

Altro filone, poi, è quello che riguarda Autovie Venete, Autostrade per l'Italia, e un filone specifico è relativo al commissario delegato per l'emergenza della mobilità riguardante la A4 nel tratto Venezia-Trieste e per il Raccordo Villesse-Gorizia.

Non solo strade. Gli investigatori si sono concentrati anche sugli scali aeroportuali di Venezia, passando al vaglio le carte del gestore dello stesso scalo ovvero della Save. Non molto diverso è quanto accaduto ad Aer Tre e Catullo le quali sono le società che rispettivamente controllano gli aeroporti di Treviso e Verona e che a loro volta sono controllate da Save.
Il gruppo Save ha comunque precisato di essere parte offesa nell'ambito delle indagini avviate dalla Procura di Gorizia e di voler collaborare con gli inquirenti, fornendo tutte le informazioni del caso.

I provvedimenti di sequestro e perquisizione, si legge ancora nel resoconto di Marco Milioni, riguardano le sedi amministrative di centoventi società nonché i domicili di duecentoventi soggetti tra Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto-Adige, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Lazio, Campania, Sicilia, Sardegna.

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