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Maxi evasione da 16 milioni, tre denunciati

Maxi evasione da 16 milioni, tre denunciati

Maxi evasione da 16 milioni, tre denunciati

A Bardolino abiti firmati a prezzi scontati e operazioni bancarie "in nero"

Una maxi evasione fiscale da 16 milioni di euro su abiti firmati a prezzi da outlet. Questa l'operazione della tenenza della Guardia di Finanza di Bardolino nel settore della commercializzazione di capi di abbigliamento e accessori, anche attraverso utilizzo di canali informatici (siti online dedicati, aste sul portale e-Bay). L’ispezione, avviata per accertare l’autenticità della merce commercializzata da una società del Lago di Garda che realizzava vendite di articoli costosi a prezzi ridotti, si è conclusa con il recupero di 16 milioni, circa 3 milioni di Iva non versata e 300 mila euro di ritenute operate e non dichiarate.

L’attività di verifica fiscale, che ha riguardato nove imprese, create e gestite in modo apparentemente autonomo per la commercializzazione all’estero e per la vendita in Italia, tutte con sede nella zona lago di Garda e riconducibili allo stesso nucleo familiare è stata effettuate grazie alla minuziosa analisi di documentazione bancaria, contabile ed extracontabile. Una corposa contabilità “in nero” (supporti informatici con files “nascosti” e/o protetti da password) sequestrata presso le abitazioni dei responsabili e negli uffici aziendali nel corso delle perquisizioni eseguite. L’importanza di quanto rinvenuto è stata subito chiara ai finanzieri, posto che, in effetti, la contabilità occulta conteneva la “spiegazione” di numerosi fatti aziendali ufficialmente riportati nelle scritture contabili. In pratica, attraverso l’artificioso frazionamento dei reali volumi di vendita e la creazione illecita di indebiti crediti di imposta con fittizi passaggi interni di merce, veniva regolarizzata la grande quantità di capi di abbigliamento acquistata in nero oppure da fornitori risultati essere inesistenti.

Tra le imprese ispezionate, una aveva anche simulato il trasferimento della propria residenza fiscale in Austria, ma le attività economiche e gestionali dell’impresa di fatto continuavano ad essere realizzate in Italia e, in particolare a Verona, dove la merce veniva stoccata presso i magazzini dei vari corrieri della provincia da dove successivamente veniva ritirata e/o spedita al cliente finale. I tre veronesi responsabili del sistema di frode fiscale sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Verona per le violazioni penali previste in materia di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e di omessa dichiarazione annuale dei redditi ed Iva .
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