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Cronaca Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Mauro da Mantova e la triestina incinta, storie di no vax all'ospedale di Verona

Accomunati dalla diffidenza verso i vaccini anti-Covid, entrambi sono stati contagiati dal virus e sono finiti a Borgo Trento. Lui è morto dopo tre settimane di terapia intensiva. Lei si è risvegliata e le è stato raccontato del suo parto

Un uomo e una donna. Lui mantovano, lei triestina. Forse non si sono mai conosciuti e mai si conosceranno, ma le loro vite si sono incrociate per qualche settimana nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Borgo Trento di Verona. Accomunati dalla diffidenza verso i vaccini anti-Covid, entrambi sono stati contagiati dal virus e sono finiti in ospedale. Dei due si è parlato e scritto e dallo scorso lunedì, 27 dicembre, le loro storie potrebbero avere due diversi finali.

La prima storia è quella di Maurizio Buratti, 61enne carrozziere di Curtatone. Lunedì è morto nell'ospedale di Verona, dove era stato ricoverato dal 5 dicembre.
Grazie ad un programma radiofonico, La Zanzara di Radio24, era diventato celebre come Mauro da Mantova. Più volte era intervenuto durante la trasmissione condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, esponendo le sue tesi negazioniste sul coronavirus e contrarie ai vaccini anti-Covid. E pur consapevole di aver contratto il virus, aveva raccontato a Cruciani e Parenzo di essere entrato in un supermercato e di aver tenuto la mascherina abbassata, rischiando di contagiare altri clienti.
Pare sia stato proprio Giuseppe Cruciani a convincere Buratti a ricoverarsi ed il 61enne non andò all'ospedale di Mantova perché «lì i dottori sono tutti comunisti», disse. Si presentò a Verona in condizioni disperate, con una saturazione molto bassa ed un'infezione in fase avanzata nei polmoni. Inizialmente, si oppose alle cure intensive, poi ci finì in terapia intensiva, ma forse troppo tardi. Comunque, i medici e tutto il personale sanitario hanno fatto il possibile per salvarlo, nonostante lui sia stato tutt'altro che un paziente modello. L'ospedale èrimasto costantemente in contatto con la figlia di Maurizio Buratti, a cui purtroppo lunedì sera hanno dovuto comunicare l'infelice notizia del decesso.

La storia della donna potrebbe invece avere un esito diverso. Si è infatti svegliata la docente 45enne di Trieste da oltre un mese ricoverata a Verona. Anche lei in terapia intensiva. Anche lei per Covid-19. Inizialmente portata all'ospedale Cattinara di Trieste, la donna è stata trasferita a Borgo Trento per eseguire un esame particolare. La 45enne, infatti, era incinta ed è stato necessario far nascere prematuramente la piccola.
Il parto, con taglio cesareo d'urgenza, è avvenuto senza complicazioni. Maria è nata dopo 27 settimane di gestazione, pesa un chilo ed ha avuto bisogno di una trasfusione, ma respira in modo autonomo e le sue condizioni sono stazionarie. Risulta addirittura negativa al coronavirus. Tutte informazioni che sono state comunicate alla madre, quando la donna ha ripreso conoscenza. E lei ha reagito con una lacrima di commozione, come riferito al Corriere di Verona dal direttore della terapia intensiva di Borgo Trento Enrico Polati. Ciò che però ancora non le è stato detto è che sua madre, la nonna della piccola Maria, è morta.
Tutta la famiglia della 45enne triestina, infatti, era contraria alla vaccinazione anti-Covid e tutti hanno contratto il virus. Il padre e il marito della docente sono stati ricoverati in ospedale e sono guariti. La madre è deceduta. E lei si trova ancora in ospedale, insieme alla figlia appena nata.

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