Massimiliano Canossa, un Veronese a capo della spedizione "Regina Margherita"

Durante l'affondamento della corazzata Regina Margherita, avvenuto l'11 dicembre 1916, perirono 674 marinai italiani. Nel corso della spedizione che conta il Veronese Canossa nella veste di vice-capo, è stato inoltre localizzato il relitto della torpediniera italiana "Andromeda"

La torpediniera italiana "Andromeda", affondata durante il secondo conflitto mondiale nelle acque a est della penisola del Karaburun

Dopo 11 anni dalla prima spedizione le IANTD Expeditions sono tornate in Albania sul relitto della Regina Margherita con l’obiettivo primario di commemorare il centenario dell’affondamento della corazzata avvenuto l’11 dicembre 1916. Durante quella notte di tempesta, la regia nave da battaglia Regina Margherita urtava due mine scomparendo misteriosamente all’uscita della Baia di Valona (Albania), tra l’Isola di Saseno e Punta Linguetta.

Durante l’affondamento perirono 674 marinai italiani e la perdita della nave causò importanti conseguenze nei vertici della Regia Marina e nella strategia di condotta nella guerra navale. I nostri comandi supposero un urto accidentale contro ordigni dello sbarramento difensivo, la Marina austro-ungarica accreditò l’affondamento al sommergibile posamine tedesco UC-14. Le vicende storiche dell’affondamento, comunque, non furono mai completamente chiare, perché anche il servizio segreto austriaco ne reclamò il merito ai suoi sabotatori.

1_1912_Regina_Margherita_foto_studio_Cimpincio_Taranto-2Foto: 1912, la corazzata Regina Margherita all’uscita del porto di Taranto (foto studio fotografico Cimpincio Taranto).

Vista l’importanza dell’anniversario, dopo dettagliati accordi con le autorità albanesi, dall’8 all’11 dicembre u.s., si è svolta a Valona, con il patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica d’Albania, la IANTD Expeditions Regina Margherita 2016. Alle immersioni su questo relitto di enorme importanza storica, che giace oggi alla profondità di 66 metri, hanno partecipato trainer, istruttori e subacquei IANTD esperti nell’utilizzo di miscele trimix e nitrox, con competenze utili allo svolgimento dei compiti della spedizione; essi sono: Cesare Balzi capo spedizione, il veronese Massimiliano Canossa vice-capo spedizione residente a Mezzane di Sotto, Michele Favaron fotografo subacqueo, Beni Haxhiaj fotografo esterni, Edoardo Pavia vide operatore subacqueo, Mauro Pazzi fotografo subacqueo, Igli Pustina responsabile organizzativo (presidente Federazione Subacquea Albanese). Hanno assistito alle operazioni gli archeologi Mariglen Meshini, rappresentante della Archaeological Service Agency di Tirana e Kriledian Çipa, rappresentante del South Regional Directorate of National Culture di Valona.

2_Poppa_della_corazzata_Regina_Margherita-2Foto: Un subacqueo sul “giardinetto” di poppa del relitto della corazzata Regina Margherita dove è ancora leggibile parte del nome REGINA M (foto Michele Favaron - © Iantd S.r.l.)

Nell’ambito della spedizione, inoltre, è stato localizzato, nelle acque a est della penisola del Karaburun, il relitto della torpediniera italiana Andromeda, affondata la notte tra il 16 e il 17 marzo 1941, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, da aerosiluranti inglesi Fairey Swordfish. Perirono con la nave 50 uomini (45 risultarono dispersi mentre solo cinque furono i corpi recuperati), mentre 87 poterono essere tratti in salvo. Per tutti gli uomini dell'equipaggio, morti e sopravvissuti, fu decretata la Croce di guerra al valor militare il 23 giugno 1941.

3_Regina_Margherita_2016_Iantd_Expedition_divers-2Foto: Il team subacqueo Iantd Expedition Regina Margherita 2016: da sinistra Igli Pustina, Edoardo Pavia, Mauro Pazzi, Michele Favaron, Cesare Balzi e Massimiliano Canossa (foto Ben Haxhiaj - © Iantd S.r.l.)

La torpediniera Andromeda giace oggi, spezzata in due parti e prevalentemente ricoperta da reti, su un fondale sabbioso alla profondità di 53 metri. Sul relitto è stata realizzata una completa copertura video fotografica che ha portato all’identificazione ufficiale della nave, in collaborazione con l’Ammiraglio Giuseppe Celeste, presidente dell’Associazione Amici del Museo e della Storia di La Spezia, in particolare grazie all’individuazione dei tre cannoni 100/47 millimetri OTO mod.35 ed il ritrovamento della Stella d’Italia sull’estremità della prora.

4_Andromeda_collezione_Erminio_Bagnasco-4Foto: Napoli, 1938 - La torpediniera Andromeda nel corso della Grande Rivista Navale in onore del Cancelliere del Reich (foto collezione Erminio Bagnasco)

Ultimo obiettivo portato a termine è stata una ulteriore documentazione fotografica, dopo quella delle spedizioni del 2005 e 2007, del relitto della nave ospedale Po, terzo relitto e importante reperto storico, che giace infatti a poca distanza dalla torpediniera Andromeda.

5_Scudo_cannone_100-47_OTO_mod.35_dell'Andromeda-2Foto: Un subacqueo illumina il cannone 100/47 mm OTO mod.35 sul relitto dell'Andromeda (foto Michele Favaron © Iantd S.r.l.)

L’affondamento della nave ospedale Po, da parte di aerosiluranti inglesi il 14 marzo 1941, provocò grande risonanza, sia per la gravità del fatto che per la presenza a bordo di Edda Ciano Mussolini in qualità di crocerossina.

6_Nave_ospedale_Po_collezione_Rastelli-2Foto: Un subacqueo all’interno del relitto della nave ospedale Po (foto Mauro Pazzi - © Iantd S.r.l.)

L’iniziativa è stata supportata dai centri: Acquamarina di Marina di Pisa, Acquelibere Sub di Padova, Nautica Mare Dive di Verona, Sea Dweller di Roma e Sub Delphinus di Ravenna. La ditta Nardi, inoltre, ha fornito un compressore portatile risultato utilissimo alle necessità logistiche.

7_Interno_nave_ospedale_Po-2Foto: La nave ospedale Po in navigazione (foto collezione Achille Rastelli)

Lo svolgimento di una spedizione con immersioni tecniche atta a documentare relitti di alta valenza storica come la corazzata Regina Margherita, oltre alla torpediniera Andromeda e la nave ospedale Po, è un fatto di grande rilievo, in grado di consentire la giusta diffusione di conoscenze storiche. Ma è altresì un avvenimento importante per la tipologia delle immersioni e per l’impegno logistico richiesto dal trasporto di tutti gli equipaggiamenti e i necessari supporti tecnici, a causa anche della totale mancanza di infrastrutture sul posto. Un'operazione molto complessa che ha richiesto un impegno notevole che tutti i componenti della spedizione hanno saputo affrontare con encomiabile passione e competenza.

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