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Edoardo Pallaro

Edoardo Pallaro

Maso torna libero, parla il sindaco Pallaro: "Gli sconti non mi piacciono, qui non è ben accetto"

Per il primo cittadino di Montecchia di Crosara il fine pena dell'omicida Pietro Maso è un caso esemplare di come in Italia continuino le "regalie" da parte del sistema giustizia

Oggi è tornato in libertà, dopo 22 anni di carcere, Pietro Maso, l'uomo che nel 1991 uccise i suoi genitori per ottenere l'eredità. A commentare la notizia, com'era lecito aspettarsi, è intervenuto il sindaco di Montecchia di Crosara, Edoardo Pallaro. Già il mese scorso il primo cittadino aveva espresso forti perplessità sulla libertà dell'omicida e, complici forse anche le dichiarazioni del giudice che oggi ha firmato il fine pena, il sindaco ha ripreso la parola.

CITTA' CAMBIATA - “Il paese non è indifferente al ritorno in libertà di Maso, ma quella ferita è stata cicatrizzata. Montecchia ha girato pagina, anche se non l'ha strappata. E' un paese sano, soprattutto nel sul blocco sociale”. Accoglie, così, senza particolari emozioni la notizia del ritorno alla libertà di Pietro Maso il sindaco Pallaro

MALE ACCETTO - “Quando una persona riacquista la libertà - dice il primo cittadino, Edoardo Pallaro - non può che far piacere. Ma non mi piacciono però le regalie, quegli anni che Maso non ha scontato rispetto ai 30 della condanna anche per gli automatismi della giustizia. Gli sconti - aggiunge Pallaro, riferendosi alla riduzione della detenzione tra indulto e liberazione anticipata - fanno parte del mercato, non della serietà penale e della giustizia. Si sarà comportato bene, immagino, ma gli automatismi non convincono”. Sulla possibilità che Maso possa tornare nel paese natale, Pallaro è tassativo: “non penso proprio che tornerà qui, anche se la Costituzione garantisce di eleggere il proprio domicilio dove si vuole. Ma la comunità non lo accoglierebbe a braccia aperte. Non credo sarebbe facile vivere in un paese di 4.500 persone additato sempre a vista. A Montecchia in ogni caso - ricorda il sindaco - Maso non ha più nessuno. Non ci sono parenti, le sorelle da tempo si sono trasferite altrove e la casa del delitto è stata venduta molti anni fa”.

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