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Un momento della manifestazione contro il femminicidio e in ricordo di Khadija Bencheikh (Foto Facebook)

Un momento della manifestazione contro il femminicidio e in ricordo di Khadija Bencheikh (Foto Facebook)

Omicidio di Khadija Bencheikh, si vuole chiudere il cerchio sui due fermati

Le indagini proseguono per rispondere agli interrogativi sull'omicidio della donna 46enne di cui sono fortemente indiziati il convivente Agim Ajdinaj e suo nipote Lisand Ruzhdija

È prevista per oggi, 8 gennaio, la convalida dei due fermi a carico del 51enne Agim Ajdinaj e di suo nipote, il 27enne Lisand Ruzhdija; il primo accusato dell'omicidio e della distruzione del cadavere di Khadija Bencheikh e il secondo di aver collaborato all'occultamento del corpo della donna 46enne, abbandonato a Gardoni di Valeggio sul Mincio e ritrovato il 30 dicembre scorso. Dopo la convalida era previsto anche l'incontro tra i carabinieri e la stampa in cui sarebbero stati forniti maggiori dettagli sulle indagini che pare abbiano individuato i due colpevoli dell'ultimo omicidio avvenuto nel 2017 in provincia di Verona. L'appuntamento con i giornalisti è stato però rinviato a domani, 9 gennaio.

Le indagini però ancora non sono concluse, come descritto da Alessandra Vaccari su L'Arena. Sono stati messi sotto sequestro la casa e il garage di Agim Ajdinaj in piazzale Olimpia. Attraverso un composto chimico, il luminol, si cerca il luogo in cui è stata uccisa e fatta a pezzi la donna. Grazie al luminol, infatti, è possibile trovare tracce di sangue anche dove è stato lavato via. Ma ancora sono tanti gli interrogativi attorno a questo delitto, non solo il luogo in cui si è compiuto l'omicidio e lo smembramento del cadavere. Il movente del 51enne che conviveva con la vittima potrebbe essere stata la gelosia o la paura di essere abbandanato, ma ancora non è chiaro perché il nipote abbia deciso di collaborare.

Intanto ieri, 7 gennaio, si è svolta in piazza Bra una manifestazione per ricordare Khadija Bencheikh e con lei tutte le vittime di femminicidio. La promotrice del sit-in è stata Samira Chabib e la partecipazione è stata tanta, non solo da parte di uomini e donne veronesi.

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