Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Venezia / Via Montorio

Già indagato per maltrattamenti in famiglia va a casa della moglie e distrugge i mobili: arrestato dalla polizia

All'uomo classe '85 era già stato imposto l'assoluto divieto di avvicinamento alla moglie ed ai figli

Secondo quanto si apprende da una nota della questura scaligera, nel pomeriggio del 22 luglio la sezione che si occupa dei reati contro la persona ed in danno di minori della squadra mobile di Verona ha dato esecuzione all’«ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, in sostituzione di quella dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento emessa dal GIP presso il Tribunale di Verona, Dr.ssa Carola Musio, a carico di H. J., cittadino marocchino dell’85 residente a Verona». Quest'ultimo, secondo quanto comunicato dalla polizia, sarebbe stato «già ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia, lesioni e violenza privata nei confronti della moglie e per i quali, il Pubblico Ministero presso la locale Procura della Repubblica, Dr.ssa Silvia Facciotti aveva richiesto ed ottenuto dal GIP il 20 luglio scorso la citata misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa nei suoi confronti».

Dall’attività d’indagine sarebbe infatti emerso che l'uomo «maltrattava costantemente la moglie, sottoponendola a continue vessazioni e ad un insostenibile regime di vita familiare così da provocarle uno stato di sofferenza fisica e morale tale da spingerla a fuggire con i figli dalla propria abitazione». In particolare, la questura scaligera riferisce che «l’uomo, quasi sempre sotto l'effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti, ossessionato da un'ingiustificata gelosia, la offendeva, la umiliava, le mostrava video pornografici accusandola di esserne la protagonista e li inviava ai suoi parenti ribadendo che si trattava di lei, la minacciava di morte». Oltre a ciò, secondo la questura veronese, l'uomo arrestato avrebbe anche costretto la moglie «ad assecondare incessanti pretese sessuali, l'aggrediva fisicamente minacciandola con un coltello, alla presenza dei figli minori di anni 3 e di anni 1». E ancora, «stringendo le mani al collo della moglie, nel tentativo si strozzarla, le cagionava una tumefazione ed alcuni graffi sul collo». Infine, la nota della polizia chiarisce ancora che «nel corso di una violenta lite con la donna, ha minacciato di morte suo nipote, intervenuto per difenderla, puntandogli contro un coltello e così costringendolo ad andarsene».

Tuttavia, nonostante l’uomo fosse stato da pochi giorni allontanato da casa con l’assoluto divieto di farvi rientro e di avvicinarsi alla moglie ed ai figli, la polizia riferisce che il 21 luglio il cittadino marocchino poi arrestato avrebbe dapprima inviato «diversi messaggi dal tono minaccioso» alla moglie e, successivamente, si sarebbe recato presso la sua abitazione. Qui avrebbe poi distrutto «in uno stato d'ira alcuni mobili e le suppellettili». L’uomo, pertanto, è stato infine arrestato e portato in carcere a Montorio dagli agenti della polizia di Stato.

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