Un amico chiama la Polizia e lei confessa i maltrattamenti: 34enne in manette

Gli agenti sono intervenuti per sedare quello che sarebbe stato l'ennesimo episodio di violenza, al termine del quale la 25enne avrebbe raccontato delle vessazioni e delle minacce subite negli ultimi 5 anni

La Volante della Polizia in via Argenta

La vittima lo stava riaccompagnando a casa dopo averlo recuperato da un bar di borgo Roma dove aveva trascorso la serata. E durante il tragitto sarebbe stata testimone dell’ennesimo atto di violenza da parte del compagno che, oltre a minacciarla di morte, con un gesto d’ira avrebbe sfondato a pugni il parabrezza.

Secondo quanto riferisce la Questura di Verona, il tutto sarebbe accaduto domenica notte, poco dopo le 24. A richiedere l'intervento della Polizia di Stato è stato un amico della coppia, che ha riferito di aver ricevuto una telefonata con la quale il 34enne, alterato dagli effetti dell’alcool assunto, gli intimava di farsi trovare sotto casa. La lite con la compagna è probabilmente scaturita per questo futile motivo: l’uomo avrebbe preteso che la stessa facesse una deviazione prima di rientrare a casa, al fine di intercettare l’amico e sfogare su di lui la sua rabbia. Allarmato da simili minacce, il richiedente avrebbe dunque contattato la Polizia, che ha subito raggiunto via Argenta dove i due conoscenti stavano già discutendo animatamente.

Gli uomini delle Volanti si sarebbe subito accorti dello stato di ubriachezza dell'uomo, reso particolarmente evidente dallo dall’atteggiamento poco collaborativo e fortemente minaccioso assunto anche nei loro confronti, ma soprattutto dal fatto che lo stesso continuava a sferrare colpi contro il parabrezza dell’auto.

Una volta calmato il 34enne, gli operatori si sono concentrati sulla compagna che aveva assistito alla scena tenendosi a debita distanza e sull’amico, testimone dell’accaduto.
La donna, 25enne romana residente a Verona, ha dichiarato di essere da tempo vittima delle violenze e delle vessazioni del compagno con il quale, da 5 anni, intratteneva una relazione. In particolare, oltre ad aver raccontato agli agenti precisi episodi avvenuti in passato anche di fronte ai due figli minori, ha ammesso di essere stata spesso destinataria di minacce di morte, che l’avevano portata a mantenere un atteggiamento remissivo nei confronti del convivente per paura che dalle parole potesse presto passare ai fatti.

Il comune conoscente avrebbe confermato la versione della vittima e precisato che, più volte, si sarebbe trovato a dover intervenire per sedare l’ira dell’uomo e per proteggere la ragazza che, temendo per l’incolumità propria e dei propri figli, lo scorso aprile aveva trovato il coraggio di chiedere aiuto ad un’associazione che si occupa di donne maltrattate.

Alla luce di quanto accertato, gli agenti delle Volanti hanno arrestato in flagranza di F.M., anch’esso, come la compagna, nato a Roma ma residente a Verona, già gravato da precedenti in materia di stupefacenti, pregiudicato per truffa e frode informatica e in prova presso i servizi sociali dall’ottobre dello scorso anno. Con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, il 34enne è stato condotto presso il carcere di Montorio, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Dopo la convalida dell’arresto, mercoledì mattina il giudice ha disposto nei confronti dell’uomo l’allontanamento dalla casa familiare.

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