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Allarme rosso, tracimano Alpone e Tramigna: via all'Unità di crisi

Dramma prima a San Bonifacio all'altezza del ponte della Motta e poi a Soave, zona campi sportivi. Sarebbero almeno un centinaio le famiglie sgomberate dalle case. Anche il Palaferroli sott'acqua

E' situazione di massima allerta nel Veronese, e specialmente a San Bonifacio, dove a causa delle forti piogge il fiume Alpone, poco fa è tracimato. Il livello del fiume ha superato il ponte della Motta, che divide il centro del paese dall'omonima frazione, ed anche in località Villabella, tra l'Alpone ed il Tramigna, lungo la strada regionale 11. L'acqua sta defluendo lentamente: sul posto vi sono i tecnici e volontari della protezione Civile, mentre carabinieri presidiano i ponti. La Regionale 11 è stata già chiusa al traffico. I tecnici stanno cercando di far defluire le acque dell'Alpone a San Vito di Locara, ma c'é anche il problema dell'assenza di energia elettrica che renderà necessario l'uso di un gruppo elettrogeno. Sono circa un centinaio le famiglie del comune di San Bonifacio che stanno per essere evacuate dalle loro case a causa degli allagamenti. Lo ha riferito l'assessore comunale alla Sicurezza, Alessandro Signorato. "Le famiglie che hanno le abitazioni minacciate dall'acqua - ha spiegato - saranno ospitate nella palestra comunale di Prova, in quanto il Palaferroli, che nell'alluvione dell'autunno 2010 era stata utilizzata come centro di accoglienza per l'unità di crisi, in questo momento sta finendo sotto acqua".

A SOAVE - Due ore dopo l'Alpone anche l'altro fiume che destava più preoccupazione, il Tramigna, ha superato il livello di guardia ed è tracimato a Soave, all'altezza dei campi sportivi, nel quartiere San Matteo. Una ventina le case circondante dall'acqua. Ma la situazione potrebbe peggiorare perché l'ondata di piena è attesa verso le ore 20. Lungo gli argini sono al lavoro squadre della Protezione civile e tecnici, che però potrebbero fare ben poco in caso di nuova rottura degli argini. Intanto si stanno avvisando tutte le famiglie che abitano nelle zone a rischio, Per fare in modo che un'eventuale emergenza non colga tutti impreparati, come accadde nel novembre del 2010. L'unità di crisi è riunita del municipio di San Bonifacio, dove è stata decisa l'evacuazione del "Palaferroli" a causa delle rottura degli argini nelle vicinanze dell'impianto sportivo.

Intanto a Monteforte d'Alpone, il sindaco Carlo Tessari ha deciso in via precauzionale la chiusura di tutte le scuole per la giornata di domani. L'Alpone era stato uno dei primi fiumi ad uscire dagli argini durante l'alluvione del primo novembre 2010 in Veneto, che poi causo centinaia di milioni di danni. Da anni nel comune dell'est veronese si dibatte sulla realizzazione di un nuovo ponte della Motta, per sostituire quello obsoleto e inadeguato, punto critico ad ogni emergenza meteo. "La Soprintendenza regionale ha bloccato tutto - tuona l'assessore provinciale alla Protezione civile, Giuliano Zigiotto - decretando il ponte un bene culturale;, una situazione allucinante che si ripercuote sulla sicurezza della popolazione".

L'EVOLUZIONE METEO - Da ieri sera, la Protezione civile di Verona è in allerta meteo, uno stato di emergenza che è previsto per 48 ore e quindi fino a domani. In ognuno degli otto distretti veronesi di Protezione Civile è stata predisposta una squadra reperibile di volontari.

Gli interventi effettuati nella mattinata di oggi e ancora in corso riguardano Peschiera del Garda, al sottopasso delle ferrovie di zona Broglie. A preoccupare era anche la zona di Illasi, in particolare la parte alta del Tramigna e la zona di Monteforte e Montorio, dove i tecnici e operai della Protezione civile hanno lavorato per svuotare le cantine dall'acqua. Interventi anche a Calmasino, sull'area del Rio Bisavola.

GLI INTERVENTI - Pochi minuti fa era stato lo stesso Zigiotto a tranquillizzare gli animi: “Da ieri sera siamo in allerta - aveva spiegato - ma stavolta, diversamente dagli anni scorsi, sta funzionando il sistema di paratie fra il Tramigna e l'Alpone. A Soave e Monteforte, dove si è verificata l'alluvione del 2010, i due corsi d'acqua adesso fanno meno paura perché il Tramigna è già stata chiuso e non scarica più nell'Alpone, che era la causa di allerta sull'abitato di Soave. Tutto il sistema di corsi d'acqua Tramigna-Alpone-Chiampo è strettamente monitorato e non desta preoccupazioni. Con tutta l'acqua che sta venendo, quello che non sta funzionando è il drenaggio del sistema fognario, che in qualche zona della provincia non riesce a smaltire tutta l'acqua piovana allagando così le cantine”.

A causa del maltempo è stata rinviata la seconda tappa de “I tesori veronesi 2013” in programma il 18 e 19 maggio a Bovolone. Le abbondanti precipitazioni registrate negli ultimi giorni rendono impossibile, infatti, lo svolgimento delle attività in programma, in particolare le visite guidate e i percorsi naturalistici all'aperto.

La tappa di Bovolone, intitolata: “Le Pievi nella pianura: ordine e struttura sociale nel medioevo”, sarà recuperata sabato 8 e domenica 9 giugno secondo il programma prestabilito. Rimarranno dunque invariate tutte le attività previste, quali le visite guidate al complesso religioso “Pieve di San Giovanni” e i percorsi naturalistici all'interno del parco “Valle del Menago”. Il sabato sera, infine, si terrà il consueto momento culturale che prevede quest'anno la proiezione di un inedito docufilm su Cangrande della Scala e la Signoria Scaligera.

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