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Protezione civile e pompieri, centinaia interventi svolti e altrettanti da fare

I volontari di Ana Verona sono impegnati nel capoluogo, a Montecchia di Crosara, ma anche a Illasi, Colognola ai Colli, Roncà, Trevenzuolo, Soave, Zevio e Lavagno

 

Non è passata nemmeno una settimana dalla violenta tempesta abbattutasi su Verona e su parte della sua provincia. Un evento che ha visto mobilitarsi tutte le squadre della protezione civile dell'Ana Verona nei quartieri più colpiti. Non è passata nemmeno una settimana e i volontari sono tornati operativi ieri, 29 agosto, a Montecchia di Crosara e in altri otto comuni del veronese flagellati da forti temporali, trombe d'aria, grandine. A Montecchia di Crosara, in particolare, a un'ora circa dal passaggio del devastante vortice di vento, le squadre erano già nei punti più colpiti con un totale di circa 50 volontari e vari mezzi. Fino a notte, hanno fatto fronte a circa un centinaio di interventi.

Oggi, sul posto ci sono circa 70 volontari dell'Associazione Nazionale Alpini di Verona, cui si sono aggiunti una trentina di altri uomini del terzo raggruppamento: una decina di squadre, tra cui le specialistiche rocciatori e alpinisti per intervenire nei punti più impervi su detriti ed edifici danneggiati, provenienti da varie zone del Triveneto da Treviso a Padova alla Valdobbiadene.
Gli interventi di oggi sono stati una sessantina, di cui venti eseguiti in sinergia con i vigili del fuoco. I volontari dell'Ana Verona si stanno occupando dei due punti più colpiti a Montecchia: il compendio della scuola dell'infanzia Monsignor Beggiato, il cui tetto è stato scoperchiato dalla furia del vento, e il palazzetto dello sport raso quasi al suolo. Inoltre, al cimitero cittadino e nei pressi degli edifici più colpiti. «Stiamo liberando le strutture dai detriti, aprendo passaggi, tagliando e rimuovendo piante, mettendo in sicurezza tetti e grondaie grazie all'ausilio delle piattaforme dell'Ana - ha elencato Filippo Carlucci, nuovo coordinatore della protezione civile di Ana Verona».
Sul posto, si è recato anche il presidente di Ana Verona Luciano Bertagnoli (video). «È impressionante: è come un terremoto, ci dobbiamo tutti rimboccare le maniche per dare una mano perché la situazione è davvero molto seria», ha commentato Bertagnoli.

La protezione civile di Ana Verona è operativa anche a Illasi, Colognola ai Colli, Roncà, Trevenzuolo, Soave, Zevio e Lavagno, oltre che a Verona, dove alcune squadre sono impegnate nello svuotamento di alcune cantine allagate. E ancora, due squadre stanno monitorando il livello dell'Adige sia in città che all'altezza di Pescantina e della frazione di Settimo. «Il livello è molto alto, ma fortunatamente la piena di Trento non dovrebbe avere una portata imponente», ha dichiarato Carlucci. Comunque gli amministratori di Bussolengo e Pescantina potrebbero chiudere in via precauzionale due dei ponti che collegano i due comuni, quello di Settimo e quello di Arcè.

E con quelli della protezione civile, continuano anche gli interventi dei vigili del fuoco veronesi. Nelle ultime 24 ore ne sono stati svolti già 181, ma ce ne almeno altri 150 da fare. Sono impiegati 71 operatori suddivisi in 16 squadre con personale del comando di Verona (61 unità) e dei comandi di Padova, Milano e Reggio Emilia.

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