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Carcasse di alcuni animali morti avvelenati

Carcasse di alcuni animali morti avvelenati

Animali avvelenati col mais, 80enne mantovano presunto responsabile

Su un campo di Gazzo Veronese avrebbe sparso del mais coperto da insetticida. Centinaia gli animali morti per averlo mangiato. L'uomo potrebbe essere accusato di maltrattamento e di getto pericoloso di cose

La polizia provinciale di Verona ha redatto oggi, 20 gennaio, la notizia di reato relativa all'avvelenamento di centinaia di animali selvatici avvenuto in un terreno agricolo di Gazzo Veronese. Gli animali sono morti dopo aver ingerito del mais coperto da insetticida sparso, probabilmente lo scorso fine settimana, su di un campo. Gli agenti sono pronti a trasmettere alla magistratura veronese l'esito delle loro indagini, attraverso cui è stato individuato il presunto responsabile. Si tratta di un 80enne residente nella vicina provincia di Mantova, il quale dovrà rispondere dei reati di maltrattamento di animali e di getto pericoloso di cose (riferito al veleno). L'uomo potrebbe anche essere accusato di aver violato la legge che punisce chi abbatte, cattura o detiene specie di animali nei cui confronti la caccia non è consentita. E non si escludono, al momento, altre ipotesi di reato previste dalla normativa ambientale.

Nel frattempo, la raccolta delle carcasse rinvenute nei campi di Gazzo è terminata. La polizia provinciale ha sottolineato che diversi capi presentavano ferite da predazione ad opera probabilmente di volpi, gazze e cornacchie, che potrebbero essersi cibate degli animali avvelenati per poi allontanarsi. Non è perciò al momento possibile fornire una stima precisa dell’accaduto, in quanto, oltretutto, diversi altri animali potrebbero essere stati trasportati a valle dalla corrente dei canali prima dell'intervento degli agenti, del Comune e dei volontari.

Tra i volontari intervenuti ci sono anche quelli della sezione locale dell'Oipa, l'organizzazione internazionale per la protezione degli animali. Per Oipa, quanto accaduto a Gazzo è un «disastro ambientale criminoso» motivato dalla volontà di un agricoltore di eliminare le nutrie presenti nella zona. Per questo, l'organizzazione animalista ha ricordato che la legge consente metodi alternativi all'eliminazione cruenta per contenere la presenza delle nutrie. È possibile, infatti, adottare un piano di sterilizzazione ed eventualmente spostare fisicamente gli animali altrove. L'Oipa ha infine suggerito di procedere con la sterilizzazione dei castorini, laddove la loro presenza possa causare danni alle coltivazioni.

Ma anche dalla politica sono giunti commenti su quanto è avvenuto nella zona dell'oasi di Busattello di Gazzo. Europa Verde Verona e la consigliera regionale Cristina Guarda hanno espresso condanna ed hanno chiesto di «introdurre l'educazione ambientale nelle scuole per formare i cittadini del futuro al rispetto di tutto ciò che ci circonda». Mentre i consiglieri regionali del Partito Democratico Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon hanno invitato la giunta regionale «a costituirsi parte civile nel processo contro i responsabili, chiedendo anche il risarcimento dei danni, poiché la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato. Invitiamo, inoltre, il sindaco di Gazzo ad attivarsi per attuare tutte le procedure utili a mettere in sicurezza il territorio».

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