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3 dirigenti Ulss 20 arrestati. Riscontri alle accuse trovati nelle caselle e-mail

Nei messaggi che Giovanni Serpelloni, Maurizio Gomma e Oliviero Bosco si scambiavano dettagli che avvalorano le accuse di tentata concussione e turbativa d'asta

Dopo l'arresto di venerdì 13 maggio, emergono maggiori dettagli sull'indagine che ha portato agli arresti domiciliari tre dirigenti dell'Ulss 20 di Verona: Giovanni Serpelloni, Maurizio Gomma e Oliviero Bosco.

I dettagli si deducono dalle e-mail che i tre si scambiavano e dove sono stati trovati riscontri alle accuse rivolte ai tre dirigenti, a cui si contestano i reati di tentata concussione e turbativa d'asta.

I fatti li ha raccontati il quotidiano veronese L'Arena. Al centro della vicenda ci sono Giovanni Serpelloni e la Ciditech, ditta che gestisce la la piattaforma software del Servizio Dipendente (Ser.D) nazionale. La piattaforma in questione si chiama mFp e su di essa Serpelloni diceva di vantare diritti intellettuali per una somma di 100 mila euro che la Ciditech avrebbe dovuto versargli. Una richiesta che venne messa per iscritto e firmata da Serpelloni, Gomma, Bosco e da altri tre medici, anche loro indagati. 

Succede che la Ciditech non paga i 100 mila euro. Serpelloni indice allora una gara per trovare un nuovo gestore del software del Ser.D, gara pilotata contro la Ciditech. Anche in questo caso, gli investigatori hanno trovato tra i messaggi che si scambiavano i tre arrestati, riscontri al fatto che il bando di gara non fosse stato per niente pulito.

In questa vicenda è stato tirato in ballo anche il Tar, a cui Serpelloni si è rivolto per vedersi riconosciuti i diritti intellettuali per cui chiedeva i soldi alla Ciditech. Ma per gli investigatori si tratta di un tentativo di dare una sorta di dignità giuridica a quella che si configurava come una vera e propria concussione.

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