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Mafia, il clan Scalisi a Valeggio sul Mincio grazie a «U Miliardario»

Questo il soprannome dell'uomo che, insieme al figlio, è stato accusato di concorso in associazione mafiosa ed di trasferimento fraudolento di valori. Avrebbero tessuto la tela dei prestanome con cui creare aziende utili a favorire l'attività dell'organizzazione criminale

 

È quello di Valeggio sul Mincio il territorio veronese interessato dagli arresti e dai sequestri della guardia di finanza nell'ambito dell'operazione anti-mafia denominata «Follow the money». Il nome dell'operazione, tradotto in italiano, significa «segui i soldi» ed è quello che hanno fatto i finanzieri di Catania, con la collaborazione dello Scico di Roma. Hanno seguito i soldi del clan Scalisi, un'articolazione della famiglia mafiosa Laudani. Hanno ricostruito gli investimenti dei proventi illeciti dell'attività criminale e dalla Sicilia sono arrivati anche in Lombardia e Veneto.

Gli indagati, in tutto, sono 26, tra cui ci sono anche i cinque arrestati. Uno dei cinque era già in carcere ed è il boss Giuseppe Scarvaglieri. A gestire gli affari per lui c'era il nipote, Salvatore Calcagno, arrestato insieme ad Antonio Calcagno. Infine, i due arrestati che avevano il domicilio nel Veronese sono il 45enne Antonio Siverino e suo figlio di 25 anni Francesco Siverino. Ai due Siverino vengono contestati i reati di concorso in associazione mafiosa ed di trasferimento fraudolento di valori. Padre e figlio avrebbero infatti tessuto la tela dei prestanome con cui creare le aziende utili a favorire l'attività criminale degli Scalisi e ad aggirare le norme anti-mafia.

Ed il soprannome di Antonio Siverino, detto «U Miliardario», lascia intendere il fiume di soldi che l'uomo gestiva. Soldi che sono stati sequestrati dalla Fiamme Gialle, insieme a beni di lusso, quote societarie e compendi aziendali di 17 società e 48 beni immobili tra terreni e appartamenti. Un valore complessivo del sequestro che si aggira intorno ai 50 milioni di euro.

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