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Un'operazione della Polizia locale di Verona al Lady Tina African Store

Un'operazione della Polizia locale di Verona al Lady Tina African Store

Mafia nigeriana a Verona, Sboarina: «Il locale era sotto controllo da anni»

Il sindaco e l’assessore alla Sicurezza Marco Padovani sono intervenuti sull'operazione che ha visto coinvolto il Lady Tina African Store, esercizio situato nel quartiere Golosine a Verona

L'operazione "Undergroud" che ha visto la collaborazione tra la Questura di Trento e quella di Verona nella mattinata di martedì, ha portato all'arresto della titolare del locale etnico Lady Tina African Store, situato in via Gaspare del Carretto, nel quartiere Golosine a Verona. Un'indagine che ha permesso di sgominare una organizzazione dedita al traffico di droga e allo sfruttamento della prostituzione. 

Appresa la notizia, il Comune di Verona ha ripercorso le "tappe" del locale coinvolto nell'operazione: "Il Lady Tina African Store - si legge nel comunicato - era attenzionato da diverso tempo, oggetto di ripetuti controlli e sanzioni da parte della Polizia locale, intervenuta anche su segnalazioni di cittadini e residenti. Il negozio, infatti, era stato riaperto da pochi giorni. L’ultimo provvedimento a carico della titolare era scattato il 19 novembre con la chiusura per un mese e la multa di 800 euro per il mancato rispetto delle misure anti Covid. Ma i primi provvedimenti del 2020 erano stati presi già a marzo, quando l’attività etnica aveva dovuto chiudere 5 giorni. Nel pieno dell’emergenza sanitaria sia dentro che fuori dal locale di generi alimentari non veniva garantito il rispetto delle misure anti Covid. A luglio altre sanzioni al titolare e ai clienti per mancato utilizzo della mascherina, ad agosto altro 5 giorni di chiusura e altri clienti multati, per circa una ventina di sanzioni emesse in pochi mesi.
Aperto nel 2013, il locale era stato chiuso per la prima volta nell’ottobre 2017 dal Questore, che aveva disposto la sospensione dell’attività per un mese. Nel 2018, il sindaco, con un’ordinanza, ne aveva ridotto l’orario di apertura per ben 120 giorni. E altri 2 mesi di chiusura erano scattati nel 2019
".

A complimentarsi con la Polizia di Stato, per il risultato raggiunto, il sindaco Federico Sboarina e l’assessore alla Sicurezza Marco Padovani.

«Un altro colpo inferto allo spaccio, oltre che una grande vittoria per i residenti delle Golosine – dice Sboarina -. Un risultato importante che dimostra come non ci siano zone o attività franche. Ringrazio la Questura di Trento e quella di Verona per le indagini e per aver assicurato alla giustizia persone che pensano di poter vivere nell’illegalità, senza alcun rispetto delle norme, e di poter restare impunite. Il locale era sotto controllo da anni, la Polizia locale è intevenuta decine di volte oltre alle segnalazioni inviate alla Questura. Solo nel 2020 sono stati presi numerosi provvedimenti persino per il mancato rispetto delle norme antiCovid. Una battaglia vinta anche per i residenti del quartiere, da tempo vessati dalla continua presenza di soggetti pericolosi e molesti. Grazie all’impegno massimo delle nostre Forze dell’Ordine prosegue la vera lotta allo spaccio, fatta di tanto lavoro silenzioso per arrivare a operazioni di questa portata».

«Un intervento importante per la vivibilità non solo della via ma di tutto il quartiere – afferma Padovani -. Facciamo un plauso all’attività della Polizia di Stato che ha permesso di sgominare questa organizzazione malavitosa, così come all’impegno incessante degli agenti della Polizia locale. Negli ultimi anni, infatti, sono stati portati avanti continui controlli e verifiche dentro e fuori il locale, eseguiti numerosi interventi anche su segnalazione dei residenti, disposte diverse chiusure. Il locale era nel mirino delle Forze dell’Ordine e l’arresto della titolare oggi chiude il cerchio del lavoro fatto per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini onesti».

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