Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Bovolone / Via Aie

Maestra condannata per maltrattamenti. I genitori dei bambini lo scoprono dai giornali

Nessuno ha comunicato loro l'accaduto e ora sono indignati e preoccupati. I genitori dei 60 bambini che frequentano l'asilo nido "Il Sole", a Bovolone, se la prendono con la cooperativa che gestisce la struttura

Urla, linguaggio aggressivo, ceffoni e strattoni ai danni dei bambini. Queste le accuse per le quali Lara Vincenzi, una maestra dell’asilo nido “Il Sole” a Bovolone, è stata condannata a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Il caso è scoppiato non appena le famiglie dei piccoli hanno appreso il tutto dai giornali e subito sono andati a chiedere spiegazioni. La condanna di primo grado, quindi non definitiva, è arrivata per una vicenda avvenuta nel 2010 in un altro nido della Bassa veronese. Tutto era partito, infatti, dalle segnalazioni di alcune colleghe quando la donna lavorava al «Giardino d'Infanzia», a Sustinenza di Casaleone, per conto di un altro datore. La sentenza del giudice Cristina Angeletti è arrivata a fine aprile e lo scandalo si è diffuso velocemente in paese.

Martedì sera il primo incontro al quale hanno assistito alcuni rappresentanti dei genitori, i dirigenti locali della Codess, la cooperativa onlus di Padova che gestisce il nido, e l'assessore all'Istruzione Nadia Cortiana per i primi chiarimenti. Nel tardo pomeriggio di oggi, come riportato da L’Arena, si terrà una seconda riunione aperta questa volta ai genitori per fornire ulteriori dettagli. “Non siamo contrari a priori che una persona che ha sbagliato possa reinserirsi, ma le cose devono essere messe in chiaro fin da subito”, spiega un papà. È proprio il fatto di aver appreso dalla stampa la vicenda a suscitare indignazione e timori tra i parenti, ma i familiari dei bimbi si interrogano sulle modalità di reclutamento del personale e se qualcuno sapeva e se ha taciuto in tutto questo tempo. “Questa educatrice è stata assunta con passaggio diretto”, spiega Alberto Ruggeri, presidente della Codess, “senza selezione, dopo l'acquisizione da parte nostra della gestione ed eravamo quindi all'oscuro di tutto. Perciò non ci consideriamo responsabili dell'accaduto. Ciò che conta è la tutela dei bambini, per questo abbiamo subito cambiato mansioni all'educatrice in attesa di fare luce sulla vicenda”.

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