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Madre e figlia costrette a prostituirsi, tre arresti

Madre e figlia costrette a prostituirsi, tre arresti

Madre e figlia costrette a prostituirsi, tre arresti

Storia di violenza e sfruttamento, due fratelli rumeni e un italiano in manette

Una triste storia di violenza e sfruttamento, unita all’umiliazione di dover vivere in una vecchia automobile con l’obbligo di vendere il proprio corpo per ripagare un piccolo debito contratto in Romania. I carabinieri della compagnia di Peschiera hanno arrestato tre persone, due fratelli rumeni e un uomo di Bussolengo, con l’accusa di favoreggiamento, sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale in concorso. La posizione dell’italiano è ancora al vaglio degli inquirenti. Le vittime, anch’esse rumene, sono madre e figlia, convinte dai due fratelli a venire in Italia con il miraggio di un lavoro in un campo di granoturco per saldare il debito che avevano con i due, rivelatisi amici di famiglia delle donne. Una volta giunte in Italia, l’amara sorpresa: il lavoro non c’è e l’unica alternativa è la prostituzione. La madre, giovane donna di 40 anni, resiste solo un giorno. I due aguzzini allora la tengono in ostaggio minacciando di ucciderla, obbligando la figlia ad andare con decine di clienti al giorno e abusando anch’essi della giovane. Pretendevano poi che la ragazza tenesse i profilattici usati, come prova del numero di rapporti avuti. A seguito di un controllo di routine, i carabinieri parlano con la ragazza e conquistano la sua fiducia. Con un pianto liberatorio, la giovane racconta tutto e permette così l’arresto dei suoi sfruttatori.

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