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Capotreni e macchinisti in sciopero (Foto Facebook)

Capotreni e macchinisti in sciopero (Foto Facebook)

Treni, la linea Verona-Rovigo-Chioggia a rischio. M5S: "Non si tocca"

E un altro problema delle ferrovie venete, la carenza di personale, è stato denunciato dai capotreni e dai macchinisti di Trenitalia che in Veneto hanno scioperato

La linea ferroviaria Verona-Rovigo-Chioggia non si tocca: sulla tratta vanno investiti tempo e risorse.

A chiederlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco che si augura che quanto temuto dai parlamentari del PD non sia vero. La paura è infatti quella che la Regione Veneto mediti ad una chiusura delle tratte ferroviarie Verona-Rovigo e Rovigo-Chioggia.

"In passato, in varie occasioni abbiamo affrontato la questione del servizio ferroviario lungo la direttrice Verona-Rovigo-Chioggia e a parole c'è sempre stata la volontà di potenziare questa linea ferroviaria", scrive Brusco, ricordando i tavoli tecnico-politici a cui ha partecipato anche l'assessore regionale ai trasporti Elisa De Berti.

Venire a sapere che la Regione avrebbe risposto che è nelle sue intenzioni il ripensamento del servizio, se non addirittura la sua chiusura è veramente sconfortante - accusa Brusco - Questa linea è fondamentale per continuare innanzitutto a garantire un collegamento tra le due città capoluogo di provincia di Verona e Rovigo, ma anche per garantire la mobilità di centinaia di migliaia di persone che gravitano a ridosso dei centri attraversati dalla ferrovia.

Il consigliere regionale cita, ad esempio, Bovolone, Cerea e Legnago e chiede investimenti perché "le stazioni sono abbandonate a loro stesse, i convogli sono decisamente datati e molto spesso si guastano. A gran voce dico che la Regione Veneto, prima di pensare di chiudere questa linea, deve riflettere sulla scarsa attenzione che sta fornendo alla mobilità ferroviaria regionale del Veneto".

E un altro problema delle ferrovie venete è stato denunciato dai capotreni e dai macchinisti di Trenitalia che in Veneto oggi, 26 novembre, hanno scioperato. Una protesta organizzata di domenica per non danneggiare i pendolari. I lavoratori chiedono nuove assunzioni, perché la carenza di personale costringe chi lavora a ripetuti straordinari e a volte alla perdita delle ferie maturate.

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