Cronaca Piazza Guglielmo Marconi

Aumenta la presenza del lupo in Veneto, l'Ass. Pan chiede un «piano di gestione nazionale»

«Manca un piano di gestione nazionale - ha spiegato l'Ass. Pan - che deve assolutamente attribuire alle Regioni la facoltà di applicare delle deroghe sul lupo, come in altre nazioni»

«Il Veneto, insieme alle altre regioni del Nord, chiede da tempo che il Ministro all'Ambiente, Costa, riveda la legge nazionale di tutela del lupo, con deroghe che prevedano il contenimento di quei soggetti considerati particolarmente confidenti e pericolosi. Richiesta che è rimasta inascoltata». Questa la denuncia dell'assessore all’agricoltura della Regione del Veneto, Giuseppe Pan, intervenuto nella discussione svoltasi in Consiglio Regionale sul progetto di legge statale "Misure di prevenzione dei danni provocati dai grandi carnivori e di contenimento delle popolazioni in esubero rispetto alla sopportabilità del territorio e alla compatibilità con le attività antropiche", poi approvato dall'aula. 

L'assessore ha anche fatto il punto della situazione per quanto riguarda le predazioni in Veneto, gli indennizzi, la presenza del lupo e le iniziative di prevenzione. Le predazioni nel 2019 conterebbero 192 attacchi, 393 capi morti e 63 feriti. Nel corso dello scorso anno le predazioni da lupo accertate in Veneto furono 196 (48 nel solo territorio veronese), mentre per quanto riguarda il valore economico degli indennizzi nel 2018, una nota della Regione Veneto specifica che furono liquidati in 204.684 euro. Nel corso del 2019, fino al mese di novembre, la quota sarebbe di poco inferiore, e cioè 196.905 euro. Ad essere leggermente in calo sarebbero fino ad oggi anche le uccisioni di capi di bestiame che nel 2018 furono 400 rispetto alle 393 di quest'anno (dati però aggiornati al mese di novembre). 

Per quanto riguarda la presenza del lupo, secondo i dati forniti dall'assessore regionale all'Agricoltura Giuseppe Pan e riortati in una nota ufficiciale della Regione, «il numero di nuclei territoriali è sicuramente aumentato rispetto al 2018, con almeno 4 nuovi branchi riproduttivi. Si può stimare (ma il dato ufficiale si avrà con il monitoraggio invernale, che sta partendo) circa 12 nuclei stabili, inclusi quelli transregionali (confine con TN e PN)».

«Manca un piano di gestione nazionale - ha quindi concluso l'Ass. Pan - che deve assolutamente attribuire alle Regioni la facoltà di applicare delle deroghe sul lupo, come del resto accade in altre nazioni come la Croazia e la Francia. Mi auguro che questo progetto di legge sia convertito dal governo in legge nazionale prima della prossima stagione dell'alpeggio».

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